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	<title>Collezione del Talento</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>Museo Digitale della Collezione del Talento</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 08:39:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visita il nuovo sito della Collezione del Talento, all&#8217;interno del quale potrai vivere un tour virtuale per una migliore visione delle opere della Collezione, potrai conoscere meglio la vita artistica dei vari autori e tante altre curiosità del mondo dell&#8217;arte!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/"><img class="alignleft size-medium wp-image-869" title="ingresso-museo" src="http://www.collezionedeltalento.it/wp-content/uploads/2020/07/Ingresso-museo-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a><strong>Visita il <a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/">nuovo sito della Collezione del Talento</a>, all&#8217;interno del quale potrai vivere un tour virtuale per una migliore visione delle opere della Collezione, potrai conoscere meglio la vita artistica dei vari autori e tante altre curiosità del mondo dell&#8217;arte!</strong></h1>
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		<title>VEDOVA Emilio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 16:30:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per il tour virtuale dell&#8217;opera di Emilio Vedova Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919 da una famiglia di operai artigiani. Comincia la sua carriera artistica da autodidatta. Nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista &#8220;Corrente&#8221;, di cui ne fanno parte anche Renato Guttuso e Renato Birolli. Antifascista, partecipa alla Resistenza tra il 1944 &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/emilio-vedova-biografia-ed-opere/">Clicca qui per il tour virtuale dell&#8217;opera di Emilio Vedova</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919 da una famiglia di operai artigiani. Comincia la sua carriera artistica da autodidatta. Nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista &#8220;Corrente&#8221;, di cui ne fanno parte anche Renato Guttuso e Renato Birolli. Antifascista, partecipa alla Resistenza tra il 1944 d il 1945, mentre l&#8217;anno seguente firma a Milano il manifesto &#8220;Oltre Guernica&#8221;. Sempre nel 1946 fonda a Venezia il movimento &#8220;Fronte Nuovo delle Arti&#8221;, in origine denominato &#8220;Nuova Secessione Italiana&#8221;. A soli 29 anni partecipa alla XXIV Biennale Internazionale di Venezia riscuotendo un grandissimo successo: infatti, nel 1952, gli verrà dedicata una sala personale. Tra il 1949-1950 Vedova aderisce al progetto della Collezione Verzocchi, avente come tema il lavoro nella pittura contemporanea, con l&#8217;opera &#8220;Interno di fabbrica&#8221;. Famosissimi sono i suoi cicli &#8220;Scontro di situazioni&#8221;, &#8220;Ciclo della Protesta&#8221; e &#8220;Cicli della Natura&#8221;, degli anni cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1960 riceve il Gran Premio per la pittura e nel 1961 realizza le scenografie ed i costumi per la rappresentazione &#8220;Intolleranza &#8217;60&#8243; presso il Teatro La Fenice, di Luigi Nono con la quale collaborerà anche più tardi. Abbandona il neocubismo, formato dalle geometrie nere, ad una pittura composta da gesti automatici ed astratti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha partecipato a diverse edizioni di Documenta di Kassel e dal 1965 al 1967 ha lavorato allo &#8220;Spazio/Plurimo/Luce&#8221; per l&#8217;Expo di Montreal. Ha insegnato in varie Università americane, alla Sommerakademie di Salisburgo ed all’Accademia di belle arti di Venezia. La sua carriera artistica è caratterizzata da una costante volontà di ricerca e forza innovatrice. Negli anni settanta realizza i “Plurimi Binari” dei cicli “Lacerazione” e i “Carnevali” e negli anni ottanta i grandi cicli di “Teleri” fino ai “Dischi”, “Tondi”, “Oltre” e “…in continuum…”. Riceve numerosi e prestigiosi premi e riconoscimenti tra cui il Leone d&#8217;Oro alla carriera nel 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore nella sua Venezia nel 2006, dopo appena un mese dalla scomparsa della propria moglie.</p>
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		<title>CRACKING ART</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Dec 2013 11:32:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera della Cracking Art E&#8217; un gruppo fondato nel 1993 a Biella ed originariamente composto da Omar Ronda, Alex Angi, Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marco Veronese, Vittorio Valente. Quest&#8217;ultimo, uscito quasi subito dal gruppo, è stato sostituito da Kikko. Nel 2003 si unisce l&#8217;artista belga William Sweetlove. Nel 2008 &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/cracking-art-group-biografia-ed-opere/">Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera della Cracking Art</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un gruppo fondato nel 1993 a Biella ed originariamente composto da Omar Ronda, Alex Angi, Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marco Veronese, Vittorio Valente. Quest&#8217;ultimo, uscito quasi subito dal gruppo, è stato sostituito da Kikko. Nel 2003 si unisce l&#8217;artista belga William Sweetlove. Nel 2008 Omar Ronda, nonostante ideò il gruppo Cracking Art, decide di proseguire da solo il proprio percorso artistico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività del Cracking Art Group si basa principalmente nel realizzare animali in plastica riciclabile, nell&#8217;intento ultimo di effettuare installazioni presso piazze, strade e luoghi aperti al pubblico. Infatti i componenti scelsero questo nome, non solamente per identificare una &#8220;rottura&#8221; nell&#8217;arte contemporanea, ma soprattutto per evidenziare la profonda diversità tra materia naturale con quella artificiale ed attraverso l&#8217;arte promuovere la salvaguardia e la protezione di tutto ciò che è natura.</p>
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		<title>CRIPPA Roberto</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 11:49:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Roberto Crippa Roberto Crippa nasce a Monza nel 1921. Dopo le prime esperienze in stile cubista, negli anni &#8217;40 si diploma all&#8217;Accademia di Brera e, successivamente, aderisce allo spazialismo di Lucio Fontana, Sergio Dangelo e Cesare Peverelli. Nel 1950, insieme a Lucio Fontana, firma il &#8220;Manifesto &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/roberto-crippa-biografia-e-opere/">Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Roberto Crippa</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Roberto Crippa nasce a Monza nel 1921. Dopo le prime esperienze in stile cubista, negli anni &#8217;40 si diploma all&#8217;Accademia di Brera e, successivamente, aderisce allo spazialismo di Lucio Fontana, Sergio Dangelo e Cesare Peverelli. Nel 1950, insieme a Lucio Fontana, firma il &#8220;Manifesto dello Spazialismo&#8221; e nel &#8217;51 quello dell&#8217;&#8221;Arte Spaziale&#8221;. All&#8217;inizio degli anni &#8217;50, si ha la produzione delle &#8220;Spirali&#8221;, forme involute da cui si sprigionano raggi che si sviluppano nello spazio. Dal 1954, le spirali cambiano, divenendo Totem. L&#8217;anno successivo comincia il periodo polimaterico, che si trasforma in paesagismo dal 1962.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le esposizioni più importanti, svolte anche all&#8217;estero, si ricordano le partecipazioni a diverse edizioni della Biennale Internazionale di Venezia e della Triennale di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore nel 1972 a seguito di un incidente aereo.</p>
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		<title>FESTA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 10:38:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Tano Festa &#160; Tano Festa nasce a Roma nel 1938. Si diploma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte,, sezione fotografia artistica e già, nel 1959, espone alla galleria La Salita, di Roma, con Franco Angeli e Giuseppe Uncini. La sua prima produzione artistica, svela una nuova geometria, formata da oggetti &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/tano-festa-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Tano Festa</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tano Festa nasce a Roma nel 1938. Si diploma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte,, sezione fotografia artistica e già, nel 1959, espone alla galleria La Salita, di Roma, con <a href="http://www.collezionedeltalento.it/angeli-franco/">Franco Angeli </a>e Giuseppe Uncini. La sua prima produzione artistica, svela una nuova geometria, formata da oggetti quotidiani, trasformati e caricati di una forza espressiva: famose sono le sue &#8220;Finestre&#8221;.</p>
<p>Fece parte della &#8221;Scuola di Piazza del Popolo&#8221;, con Angeli e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/schifano-mario/">Mario Schifano</a>, divenendo uno degli artisti  della pop-art italiana. La scelta di tale nome non fu casuale: Festa infatti decise di indirizzare la sua ricerca verso una rivisitazione dell&#8217;arte italiana del Rinascimento, creando la serie &#8220;Michelangelo&#8221;, ma anche riportando gli affreschi della Cappella Sistina su tela emulsionata, con pittura a smalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno agli anni &#8217;70, la sua arte attraversa un periodo di &#8220;indifferenza&#8221; da parte della critica e del pubblico. Ma negli anni &#8217;80, con la serie Coriandoli, trova nuovi stimoli per riottenere una certa visibilità, soprattutto critica. La sua nuova espressione artistica, dura e tagliente, si concretizza in enormi tele ricoperte di materia pittorica in cui venivano lanciati puntini di carta (i &#8220;coriandoli&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1980 partecipa alla XL Biennale di Venezia e due anni dopo alla mostra &#8220;Artisti Italiani Contemporanei 1950 &#8211; 1983&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tano Festa muore giovanissimo, nel 1988.</p>
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		<title>GALIMBERTI Maurizio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 15:14:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Maurizio Galimberti Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956, ma cresce a Meda. Comincia la sua carriera fin da ragazzo, partecipando e vincendo a numerosi concorsi fotografici. Il suo esordio lo deve ad una fotocamera ad obbiettivo rotante widelux in bianco e nero e in diapo/cibachrome, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/maurizio-galimberti-biografia-e-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Maurizio Galimberti</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956, ma cresce a Meda. Comincia la sua carriera fin da ragazzo, partecipando e vincendo a numerosi concorsi fotografici. Il suo esordio lo deve ad una fotocamera ad obbiettivo rotante widelux in bianco e nero e in diapo/cibachrome, con la classica pellicola analogica. Ma nel 1983 inizia la sua passione, ed il relativo successo, per la Polaroid. La sceglie prima di tutto per vedere subito il risultato del suo scatto, senza dover aspettare i tempi dello sviluppo. Si accorge inoltre che la resa dei colori con la pellicola istantanea è semplicemente magica ed inizia un lungo percorso di ricerca e di sperimentazione nell’uso di questo strumento.</p>
<p style="text-align: justify;">Diventa testimonial della Polaroid e nel 1995 viene pubblicato il volume  POLAROID PRO ART; due anni più tardi i suoi &#8220;mosaici&#8221; di polaroid entrano a far parte delle collezioni d&#8217;arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Galimberti riesce in un istante a visualizzare una complessa scomposizione dell’immagine da ritrarre, matematica e geometrica nel suo rigore e musicale nell’armonia d’insieme, che realizza di getto leggendo le note nella sua mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre con la tecnica a mosaico, trovano un elevato successo i suoi ritratti, tanto che diventa il ritrattista ufficiale di numerose edizioni del Festival del Cinema di Venezia, oltre ad ottenere, nel 1999, la nomina al primo posto nella classifica dei foto-ritrattisti italiani redatta dalla rivista Class.</p>
<p style="text-align: justify;">La curiosità per la particolare tecnica da lui sviluppata ha suscitato l’interesse di numerose aziende leader in vari settori, tra le quali: Milan calcio (“Il Milan del centenario”) Fiat Auto (calendario 2006, libro “Viaggio in italia…nuova fiat 500″) Kerakoll (libro “NewYorkmatericomovimentosa”) Jaeger Lecoultre (libro “La grand maison”) Illy caffè (campagna istituzionale 2008) Nokia ( libro “telefoninotempoemozione”)Lancia Auto (ritratti alla 66a mostra del cinema di Venezia).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2005 l’incontro con i Sig.ri Fumagalli, appassionati e collezionisti di arte contemporanea, ha permesso a Galimberti di iniziare la realizzazione di importanti volumi sulle città del mondo come New York, Venezia, Berlino. Inoltre nel 2007 viene fondato l’Archivio NordEst che raccoglie, numera e cataloga le sue opere al fine di valorizzarle e di tutelarne l’autenticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ottobre 2009 in occasione della riapertura di Polaroid è invitato in veste di testimonial ufficiale alla fiera della fotografia di Hong Kong , di Las Vegas e al Tribeca Film Festival, realizzando portraits performance con Lady Gaga, Chuck Close e Robert de Niro.</p>
<p style="text-align: justify;">Galimberti ha anche ricoperto il ruolo di visiting professor alla Domus Academy, alla facolta’ di Industrial Design alla Universita’ Bicocca di Milano e, all’Istituto Italiano di fotografia di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">A febbraio 2013 esce “PAESAGGIO ITALIA”, edito da Marsilio Editori SpA, ispirato all&#8217;omonimo progetto al quale Galimberti ha lavorato in collaborazione con GiArt di Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente sta lavorando ad un prestigioso volume sulla città di Milano in vista dell’Expo del 2015, e ad un volume con Archivio nordest sulla citta’ di New York di imminente realizzazione.</p>
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		<title>CHIA Sandro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 09:03:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Sandro Chia Alessandro Chia, noto come Sandro Chia, è nato a Firenze nel 1946. Frequenta l&#8217;Istituto d&#8217;arte e nel 1969 si laurea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo gli studi entra in contatto con le principali neoavanguardie europee e statunitensi. Effettua diversi viaggi, in &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/sandro-chia-biografia-ed-opere/">Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Sandro Chia</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Alessandro Chia, noto come Sandro Chia, è nato a Firenze nel 1946. Frequenta l&#8217;Istituto d&#8217;arte e nel 1969 si laurea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo gli studi entra in contatto con le principali neoavanguardie europee e statunitensi. Effettua diversi viaggi, in India, Turchia, per poi stabilirsi, nel 1970 a Roma per circa dieci anni. Sul finire degli anni Settanta, dopo varie esperienze di viaggio in Asia ed Europa, egli si convertirà al figurativismo e si inserirà naturalmente e automaticamente alla Transavanguardia. Successivamente si sposta a New York, ove vi rimane per oltre un ventennio. Tra le sue mostre personali più importanti si ricordano quelle presso: il Stedelijk Museum di Amsterdam (1983); il Metropolitan Museum di New York (1984); la National Galerie di Berlino (1984, 1992); il Museum of Modern Art di Parigi (1984);  il Museums di Dusseldorf (1984); il Palazzo Medici Riccardi a Firenze(1991); il Museums di Karlsruhe (1992); il Palm Springs (1993); la Villa Medici a Roma(1995); il Palazzo Reale a Milano (1997); il Boca Raton Museum of Art in Florida  (1997); la Galleria Civica di Siena (1997); la Galleria Civica di Trento (2000); il Museo d’Arte di Ravenna (2000); il Palazzo Pitti ed il Museo Archeologico Nazionale di Firenze(2002). Le più recenti sono le personali presso il Duomo di St. Agostino a Pietrasanta (2005) alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (GNAM) (2010). Ha partecipato anche a diverse edizioni della Biennale di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato uno dei più importanti esponenti del movimento della Transavanguardia italiana (movimento noto in Europa anche con il nome di Neo-espressionismo), assieme a Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Nicola De Maria ed Enzo Cucchi. Il movimento, che è stato fondato dal critico Achille Bonito Oliva, ha avuto il suo maggiore successo negli anni ottanta, per poi declinare progressivamente. si trasferisce a Roma per un decennio e poi a New York per circa un ventennio.</p>
<p style="text-align: justify;"> Attualmente vive e lavora tra New York e Montalcino presso Siena.</p>
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		<title>DORAZIO Piero</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 16:36:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/piero-dorazio-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Piero Dorazio</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Piero Dorazio nasce a Roma nel 1927. Ultimati gli studi classici, studia per quattro anni alla Facoltà di Architettura. Nel 1944, frequenta i maggiori esponenti della corrente astrattista da cui comincia una forte collaborazione. Assieme agli amici Lucio Manisco, Mino Guerrini e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a> frequenta nel primo dopoguerra lo studio di <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a>, ma  presto si allontana dal realismo socialista per aderire totalmente al movimento dell&#8217;astrattismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1947 aderisce al gruppo &#8220;Forma 1<em>&#8220;</em>, assieme ad <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, Mino Guerrini, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, Antonio Sanfilippo, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a> e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>. Sempre nello stesso anno vince una borsa di studio all&#8217;École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi. Con Perilli e Guerrini nel 1950 apre a Roma, la libreria-galleria <em>“L&#8217;Age d&#8217;Or”</em>, che nel 1951 si fonderà con il gruppo “Origine” di Mario Ballocco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla, dando vita alla “Fondazione Origine”, nel cui ambito Colla e Dorazio pubblicano la rivista “Arti Visive”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;estate di 1953 tiene conferenze allo Harvard International Seminar ed alla Harvard University, a Cambridge. Espone nel 1954 alla Wittenborn One-Wall Gallery ed alla Rose Fried Gallery. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti conosce personalità importanti,  come i pittori Willem de Kooning, Mark Rothko, Jackson Pollock, Barnett Newman, Robert Motherwell ed il critico d&#8217;arte Clement Greenberg. In questo periodo, Dorazio si concentra anche sullo studio degli scritti di Kandinsky, la cui teoria sugli aspetti immateriali della pittura lo influenzerà notevolmente . n seguito torna in Italia per contuinuare un&#8217;intensa e costante attività espositiva, con mostre personali alla <em>Galleria Apollinaire</em> di Milano, alla <em>Galleria del Cavallino</em> a Venezia ed alla <em>Galleria La Tartaruga</em> a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Espone al MoMA di New York e compie periodicamente soggiorni artistici in molte città europee tra le quali Parigi, Londra, Praga, Düsseldorf e Berlino al fine di diffondere la sua popolarità e la sua fama a livello internazionale. Nel 1959 partecipa a Documenta 2 a Kassel. L&#8217;anno seguente è fondatore del dipartimento di belle arti alla <em>School of Fine Arts</em> nella <em>Pennsylvania University</em> di Philadelfia, riconosciuta come la scuola d&#8217;arte e di architettura migliore degli Stati Uniti, del quale ricopre l&#8217;incarico di direttore e di professore sino al 1967. Espose in tre edizioni della Biennale di Venezia. Nel 1961 a Berlino, partecipa all&#8217;attività del <em>Gruppo Zero</em> insieme a Heinz Mach, Otto Pine e Gunter Uecher, a Parigi riceve il <em>Premio Kandinsky</em> e il primo <em>Premio della Biennale des Jeunes</em> mentre una sua personale è allestita negli spazi del Kunstverein di Düsseldorf.</p>
<p style="text-align: justify;">Instaura una stretta collaborazione artistica con Giuseppe Ungaretti: infatti Ungaretti scrive un saggio sulla sua pittura di Piero Dorazio per la presentazione del catalogo di una mostra alla <em>Galerie Im Erker</em>,  a San Gallo; mentre nel 1967  Dorazio a realizza una serie di grafiche per accompagnare la raccolta di poesie di Ungaretti intitolata “La luce”. Nel 1968 Dorazio risiede per sei mesi a Berlino dove insegna presso la <em>Deutsche Akademishe Austauschdienst, </em>ma due anni più tardi decide di dedicarsi solamente alla pittura, abbandonando l&#8217;insegnamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore a Perugia nel 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>CREPAX Guido</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 10:49:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/guido-crepax-biografia-e-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Guido Crepax</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Guido Crepax, di cui il vero nome è Guido Crepas, nasce a Milano nel 1933. Durante gli studi in architettura, comincia a lavorare come artista grafico ed illustratore pubblicitario. comincia a lavorare per diverse riviste, libri e cover di LP, tra cui anche quello di Domenico Modugno &#8220;Nel blu dipinto di blu&#8221;, ma nel 1957 diviene famoso grazie alla creazione pubblicitaria della Shell, dal quale riceve il Premio Palma d&#8217;Oro per la Pubblicità. L&#8217;anno dopo comincia a disegnare le copertine della prima rivista medica italiana il &#8220;<em>Tempo Medico&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1963 Crepax trova la sua maggiore popolarità: i fumetti. Nel 1965 crea il suo personaggio più celebre Valentina Rosselli, che appare per la prima volta nella rivista di fumetti &#8220;Linus&#8221;, interpretando il ruolo di fidanzata di un critico d&#8217;arte, Philip Rembrant (il supereroe Neutron). Valentina, ispirata all&#8217;attrice del cinema muto Louise Brooks, diventa ben presto il personaggio principale della serie che arriva fino al 1995. Le avventure di Valentina sono un miscuglio di temi onirici, fantascienza, fantasy, spionaggio e (successivamente) erotismo. Hanno avuto un grande successo in Italia e all&#8217;estero (specialmente in Francia). Neutron, invece, col tempo diventa il personaggio di un fumetto pubblicato nella rivista <em>Corto Maltese,</em> ispirato all&#8217;Odissea di Omero.</p>
<p style="text-align: justify;">Crepax crea anche altri fumetti le cui protagoniste sono le eroine: <em>Belinda</em>, <em>Bianca</em>, <em>Anita</em> e <em>Francesca</em>. La bionda Anita, ispirata da Anita Ekberg (protagonista del film <em>La dolce vita</em> di Federico Fellini), è la protagonista di una impressionante storia sognante in cui ha un rapporto sessuale con la TV (precedendo quindi Videodrome di Cronenberg). Bianca, nonostante il nome, ha lunghi capelli scuri e viene ripresa in vari libri, tra cui la versione di Crepax dei Viaggi di Gulliver. I fumetti su Francesca non hanno invece nessuna connotazione erotica (riguardano la vita di una collegiale).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1977 produce <em>L&#8217;uomo di Pskov</em> seguito un anno dopo da <em>L&#8217;uomo di Harlem </em>(fumetto riguardante il mondo del jazz nella città di New York). L&#8217;ultimo lavoro, nel 2002, riguarda l&#8217;adattamento di <em>Frankenstein</em>, tratto dal libro di Mary Shelley.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori di Crepax sono stati tradotti in molti Paesi stranieri, come Francia, Brasile, Spagna, Germania, Giappone, Stati Uniti, Finlandia e Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">Guido Crepax muore a Milano nel 2003.</p>
<p style="text-align: justify;">Crepax viene ricordato, tutt&#8217;oggi, come uno dei più grandi fumettisti italiani, è stato in grado di influenzare profondamente il mondo del fumetto erotico europeo dalla seconda metà del XX secolo.</p>
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		<title>MIGNECO Giuseppe</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 18:49:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/giuseppe-migneco-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Giuseppe Migneco</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Migneco nasce a Messina nel 1908. Dopo aver fatto gli studi classici nella città natale, si trasferisce nel 1931 a Milano dove comincia a studiare medicina. Nel capoluogo lombardo comincia ad entrare nel mondo dell&#8217;arte disegnando bozzetti per il &#8220;Corriere dei piccoli&#8221; e facendo il ritoccatore per l&#8217;editore Rizzoli. Queste esperienze lo portano ad iniziare la sua attività pittorica che lo renderà famoso, realizzando dipinti dai contenuti autobiografici. Nel 1934 avviene la svolta. Entra in contatto con Aligi Sassu, Renato Birolli, Raffaele De Grada dai quali resta incantato. Nel 1937 è tra i fondatori del movimento di &#8220;Corrente&#8221; che raggruppa artisti provenienti da diversi orizzonti culturali, con il comune obiettivo di aprirsi alla cultura moderna europea, rifiutando l&#8217;isolamento culturale imposto dal fascismo. In &#8220;Corrente&#8221; affluiscono, nel tempo, artisti con visioni dell&#8217;arte molto diverse, uniti inizialmente per respingere canoni pittorici ormai superati, che prenderanno poi strade diverse, come Arnaldo Badodi, Renato Birolli, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/cassinari-bruno/">Bruno Cassinari</a>, Sandro Cherchi, Piero Gauli, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a>, Giacomo Manzù, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/morlotti-ennio/">Ennio Morlotti</a>, Paganin, Aligi Sassu, Italo Valenti, e Emilio Vedova. Nel dopoguerra Migneco affina il suo gusto per il &#8220;realismo sociale&#8221; subendo l&#8217;influsso dei pittori murari messicani. Un suo ammiratore lo definì “intagliatore di legno che scolpisce col pennello”. Negli anni Cinquanta viene consacrato come uno dei più importanti maestri dell’arte italiana contemporanea. Sue personali si sono svolte in importanti gallerie nazionali ed estere: Goteborg, Boston, Parigi, Stoccarda, New York, Amsterdam, Amburgo e Zurigo. Nel 1958 partecipa alla XXIX Biennale d&#8217;arte di Venezia. I suoi colori sempre forti e vivaci che ricordano la sua Sicilia dai tratti violenti e netti, i volti duri e coraggiosi rendono le sue tele espressione della lotta esistenziale, nel continuo e profondo confronto con l&#8217;umanità e con gli eventi che la assediano, nella coscienza e nella speranza di libertà e di memoria, al di là dell&#8217;assurda solitudine dell&#8217;esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore a Milano il 28 febbraio del 1997.</p>
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