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	<title>Collezione del Talento &#187; Scuola di Piazza del Popolo</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>FESTA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 10:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Artisti Italiani Contemporanei 1950 - 1983]]></category>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Tano Festa &#160; Tano Festa nasce a Roma nel 1938. Si diploma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte,, sezione fotografia artistica e già, nel 1959, espone alla galleria La Salita, di Roma, con Franco Angeli e Giuseppe Uncini. La sua prima produzione artistica, svela una nuova geometria, formata da oggetti &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/tano-festa-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Tano Festa</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tano Festa nasce a Roma nel 1938. Si diploma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte,, sezione fotografia artistica e già, nel 1959, espone alla galleria La Salita, di Roma, con <a href="http://www.collezionedeltalento.it/angeli-franco/">Franco Angeli </a>e Giuseppe Uncini. La sua prima produzione artistica, svela una nuova geometria, formata da oggetti quotidiani, trasformati e caricati di una forza espressiva: famose sono le sue &#8220;Finestre&#8221;.</p>
<p>Fece parte della &#8221;Scuola di Piazza del Popolo&#8221;, con Angeli e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/schifano-mario/">Mario Schifano</a>, divenendo uno degli artisti  della pop-art italiana. La scelta di tale nome non fu casuale: Festa infatti decise di indirizzare la sua ricerca verso una rivisitazione dell&#8217;arte italiana del Rinascimento, creando la serie &#8220;Michelangelo&#8221;, ma anche riportando gli affreschi della Cappella Sistina su tela emulsionata, con pittura a smalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno agli anni &#8217;70, la sua arte attraversa un periodo di &#8220;indifferenza&#8221; da parte della critica e del pubblico. Ma negli anni &#8217;80, con la serie Coriandoli, trova nuovi stimoli per riottenere una certa visibilità, soprattutto critica. La sua nuova espressione artistica, dura e tagliente, si concretizza in enormi tele ricoperte di materia pittorica in cui venivano lanciati puntini di carta (i &#8220;coriandoli&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1980 partecipa alla XL Biennale di Venezia e due anni dopo alla mostra &#8220;Artisti Italiani Contemporanei 1950 &#8211; 1983&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tano Festa muore giovanissimo, nel 1988.</p>
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		<title>SCHIFANO MARIO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 17:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs nella Libia italiana. Dopo pochi anni tornò a Roma e lì s&#8217;innamora dell&#8217;arte seguendo il padre che lavorava al Museo etrusco di Valle Giulia. Frequenta gli artisti Franco Angeli e Tano Festa, ed insieme a loro forma la Scuola di Piazza del Popolo, identificando un periodo fondamentale nell&#8217;arte contemporanea italiana. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs nella Libia italiana. Dopo pochi anni tornò a Roma e lì s&#8217;innamora dell&#8217;arte seguendo il padre che lavorava al Museo etrusco di Valle Giulia. Frequenta gli artisti <a href="http://www.collezionedeltalento.it/angeli-franco/">Franco Angeli</a> e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/festa/">Tano Festa</a>, ed insieme a loro forma la Scuola di <em>Piazza del Popolo, </em>identificando un periodo fondamentale nell&#8217;arte contemporanea italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi debutti sono all&#8217;interno della cultura informale con tele ad alto spessore materico, solcate da un&#8217;accorta gestualità e segnate anche da qualche sgocciolatura. Con questo stile inaugura la sua prima mostra personale, nel 1959, alla Galleria Appia Antica di Roma. L&#8217;anno dopo effettua un&#8217;altra mostra insieme ad Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini,  alla Galleria &#8220;La Salita&#8221; ed è da questo momento  che la critica comincia a interessarsi del suo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbandona il genere informale, e la sua pittura mutua radicalmente nel volgere di pochi anni: comincia a dipinge quadri monocromi (delle grandi carte incollate su tela e ricoperte di un solo colore, tattile, superficiale, sgocciolante).<br />
Il dipinto diventa &#8220;schermo&#8221;, punto di partenza, spazio di un evento negato in cui, qualche anno dopo, affioreranno, grazie anche all&#8217;influenza di Jasper Johns, cifre, lettere, frammenti segnici della civiltà consumistica. Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari come la Coca-Cola e la Esso, alle biciclette, ai fiori (omaggi ad Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie più famose troviamo i &#8220;Paesaggi anemici&#8221;, le &#8220;Vedute interrotte&#8221;, &#8220;L&#8217;albero della vita&#8221;, &#8220;estinti&#8221; e i &#8220;Campi di grano&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1961 ottiene il Premio Lissone per la sezione &#8220;Giovane pittura internazionale&#8221; e tiene una personale alla Galleria La Tartaruga di Roma.<br />
L&#8217;anno successivo è negli Stati Uniti; conosce la Pop Art, resta colpito dall&#8217;opera di Dine e Kline ed espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra <em>The New Realist</em>. Fu tra i primi ad usare il computer per creare opere, e riuscì ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le &#8220;tele computerizzate&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Agli inizi degli anni Settanta comincia a riportare delle immagini televisive direttamente su tela emulsionata, isolandole dal ritmo narrativo delle sequenze cui appartengono e riproponendole con tocchi di colore alla nitro in funzione estraniante. Nel 1976 partecipa alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Bologna alla mostra Europa / America. Due anni dopo è invitato alla Biennale di Venezia e presenta alla Tartaruga di Roma &#8220;Il capolavoro sconosciuto&#8221;, rielaborazione del noto omonimo racconto di Balzac. Nel 1989, anno in cui è presente alla rassegna Arte italiana nel XX secolo organizzata dalla Royal Academy di Londra, tiene personali al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Padiglione d&#8217;arte Contemporanea di Ferrara, dove, sotto il titolo Inventario con anima e senz&#8217;anima, raccoglie una serie di tele che rappresentano la summa della sua ricerca in ambito naturalistico. Nel 1994 è presente alla mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968, organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York e trasferita l&#8217;anno seguente alla Triennale di Milano e al Kunstmuseum Wolfsburg.<br />
Nel 1996 Schifano rende un omaggio alla sua Musa Ausiliaria, ovvero alla televisione intesa quale flusso continuo di immagini in grado di strutturarsi come vera e unica realtà totalizzate della nostra epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore nel 1998 a soli 64 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene lo stesso Schifano preferiva non essere inquadrato in alcuna corrente artistica, molti lo ritennero l&#8217;esponente di spicco della pop art italiana, e venne consacrato come l&#8217;erede diAndy Warhol.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ANGELI Franco</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 13:33:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FRANCO ANGELI. Nato a Roma il14 maggio 1935 e morto, sempre nella stessa città, il 12 novembre 1988 a soli 53 anni. Fortemente condizionato dall&#8217;arte di Alberto Burri, realizzò opere in cui alla tela si alternano garze di cotone macchiate di vernice, da cui emergevano immagini e simboli del potere e della violenza, quali aquile &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">FRANCO ANGELI. Nato a Roma il14 maggio 1935 e morto, sempre nella stessa città, il 12 novembre 1988 a soli 53 anni. Fortemente condizionato dall&#8217;arte di Alberto Burri, realizzò opere in cui alla tela si alternano garze di cotone macchiate di vernice, da cui emergevano immagini e simboli del potere e della violenza, quali aquile imperiali, svastiche, lupe capitoline (La lupa di Roma, 1961), falci e martelli, dollari e croci, che sottolineano il tema della memoria.<br />
Angeli diventa uno dei principali esponenti della famosa Scuola di Piazza del Popolo, costituita dallo stesso autore congiuntamente a <a href="http://www.collezionedeltalento.it/schifano-mario/">Mario Schifano</a> e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/festa/">Tano Festa</a>, con i quali condivide un lungo e fruttuoso percorso che li porterà a diventare gli esponenti di spicco della pop art italiana. I tre si incontrarono per caso in occasione della mostra di pittura &#8220;Premio Cinecittà&#8221;, nell&#8217;ottobre del 1960, promossa dall&#8217;allora PCI.<br />
Nel 1964 fu presente alla Biennale di Venezia, manifestazione che introdusse in Italia gli artisti della pop art americana. Durante gli anni settanta si accostò ai temi di impegno politico (come la guerra in Vietnam), per poi rivolgersi a soggetti figurativi come lune, piramidi, aeroplani, obelischi, testimonianza dei suoi viaggi in Oriente.</p>
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