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	<title>Collezione del Talento &#187; Roma</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>LICATA Riccardo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 18:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Riccardo Licata Riccardo Licata nasce a Torino, il 20 dicembre del 1929. Tra il 1935 ed il 1945 vive a Roma con la sua famiglia e successivamente si trasferisce a Venezia, dove comincia a frequentare il  Liceo Artistico. Studia la cultura della Bauhaus e inizia a cimentarsi con &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/riccardo-licata-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Riccardo Licata</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Riccardo Licata nasce a Torino, il 20 dicembre del 1929. Tra il 1935 ed il 1945 vive a Roma con la sua famiglia e successivamente si trasferisce a Venezia, dove comincia a frequentare il  Liceo Artistico. Studia la cultura della Bauhaus e inizia a cimentarsi con il mosaico. Conosce gli artisti Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Lorenzo Viani, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a> e Renato Birolli. Nel 1949 con altri giovani costituisce un gruppo di tendenza astratta. Nel 1950 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e due anni più tardi partecipa con un grande mosaico alla Biennale di Venezia e, nel 1953, alla Triennale di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Conosce Gino Severini e diventa suo assistente alla cattedra di mosaico. Comincia a vivere tra Parigi e Venezia, frequentando gli studi di vari artisti. Diventa docente di mosaico all’Accademia di Belle Arti di Parigi e, dal 1970, insegna tecniche dell’incisione a Venezia. Nel 1963 vince il premio Michetti. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1964, 1970 e 1972, alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Parigi, San Paolo e Alessandria d&#8217;Egitto.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo periodo sviluppa e definisce quello che poi diventerà il suo linguaggio artistico, una specie di alfabeto composto da simboli e tratti grafici, che saranno i &#8220;soggetti&#8221; di moltissime sue opere, specialmente gli oli su tela, nelle tecniche miste, e nelle serigrafie a tiratura limitata. Questi tratti  Licata stesso li definisce lettere immaginarie, una &#8220;scrittura grafico-pittorica&#8221; che trae ispirazione dal linguaggio musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Suoi grandi mosaici sono installati in spazi pubblici di città italiane e francesi quali Genova (Palazzo dei lavori pubblici), Bourgoin-Jallieu, Sault-lès-Rethel, Lilla (Università),Perpignano, Monza (largo di via Italia), Reggio Emilia (Camera del Lavoro), ecc. Si è occupato anche di scenografie teatrali (<em>Medea</em> di Euripide, nel 1978 a Treviso, Teatro Comunale) e di balletto (<em>Ichspaltung</em> di Giuseppe Marotta nel 1980 a Venezia, Teatro Goldoni).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche moltissime sue opere si trovano presso Musei d&#8217;Arte Moderna di Venezia, Milano, Mulhouse, Alessandria, Roma, Torino, Varsavia, San Paulo del Brasile, Vienna, New York, Stoccolma, Firenze, Stoccarda, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra Venezia e Roma, in importanti luoghi come La Biblioteca Nazionale Marciana ed il Museo Nazionale di Palazzo Venezia, sono state ospitate importantissime mostre del maestro, esaltando ciò che è stata la sua ricca ed originale produzione artistica. Proprio la mostra &#8220;Riccardo Licata e le stagioni dello spazialismo a Venezia&#8221; ha proposto una rassegna delle opere di Licata tra gli anni 50 e 60, confrontandole con quelle di altri artisti contemporanei aderenti alla corrente spazialista, di cui fu il fondatore Lucio Fontana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nell&#8217;anno 2009, la città di Venezia, per celebrare gli 80 anni del pittore e mosaicista, ospita nel prestigioso Palazzo Ducale una grande mostra di mosaici e vetri. Nello stesso anno Venezia ospita inoltre, presso la sede espositiva della ex Chiesa di Santa Marta, &#8220;Porto D&#8217;Arti&#8221; evento collaterale alla 53esima Biennale d&#8217;arte (progetto che figurerà nel Catalogo generale della stessa Biennale e in tutte le comunicazioni dell&#8217;Ente) in cui il maestro, che già annovera ben 8 presenze alla Biennale Veneziana, espone unitamente ad altri 7 artisti italiani di fama internazionale, tra i migliori esempi italiani nell&#8217;ambito delle arti visive.</p>
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		<title>CARUSO Bruno</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 14:47:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bruno Caruso è nato l&#8217; 8 agosto del 1927, a Palermo. E&#8217; un artista italiano conosciuto all&#8217;estero soprattutto in Francia e Stati Uniti. La sua arte si è da sempre rivolta agli aspetti etici e civili dell&#8217;uomo, dai temi più caldi della sua terra natale, la Sicilia, a quelli più globali, come la guerra, i conflitti della società, i manicomi, la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Bruno Caruso è nato l&#8217; 8 agosto del 1927, a Palermo. E&#8217; un artista italiano conosciuto all&#8217;estero soprattutto in Francia e Stati Uniti. La sua arte si è da sempre rivolta agli aspetti etici e civili dell&#8217;uomo, dai temi più caldi della sua terra natale, la Sicilia, a quelli più globali, come la guerra, i conflitti della società, i manicomi, la natura, ma ha anche ritratto le donne in tutta la loro femminilità e sensualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessato al mondo dell&#8217;editoria, del giornalismo e della fotografia, nell&#8217;arco della sua vita ha collaborato con diverse testate italiane fino a fondare lui stesso riviste intellettuali, come &#8220;Sicilia&#8221; del 1953. Famosa dagli anni Sessanta la sua attiva partecipazione alla rivista L&#8217;Ora. Dal 1959 risiede a Roma, dove prosegue la sua attività con una forza creativa che sembra inesauribile. Ha conosciuto e collaborato con artisti celebri a livello nazionale e internazionale, da Leonardo Sciascia al fotografo Brassaï, entrambi diventati suoi cari amici. Diverse sono le mostre dedicate alle sue opere, tra le quali  &#8221;Federico II a Palermo&#8221;, che si è tenuta a maggio 2012 proprio  nella sua città natale e l&#8217;ultima, in corso fino ad aprile 2013, presso il Museo della Grafica di Pisa, dal titolo &#8220;Bruno Caruso. L&#8217;arte del Disegno&#8221;. Diverse sue opere fanno parte della collezione permanente di questo stesso Museo . Numerosi riconoscimenti gli sono pervenuti nel corso degli anni in Italia e all&#8217;estero, come ad esempio,  &#8221;La medaglia d&#8217;oro cultura&#8221; dal Presidente della Repubblica nel 2002 e l&#8217;anno successivo il &#8220;Premio Archimede&#8221; destinato ai siciliani più illustri nel mondo. L&#8217;Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Lettere e Filosofia nel 1986. Titolo che si aggiunge a quello da lui conseguito in Giurisprudenza in gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è una corrente artistica specifica in cui identificare lo stile di Bruno Caruso, il quale lui stesso dice: &#8220;<em>Mi vede addosso un&#8217;etichetta? No. Non credo di appartenere ad una scuola. La mia è una pittura figurativa che non si può collocare in uno degli -ismi di questo tempo</em>&#8220;</p>
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		<title>PERILLI Achille</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 11:14:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Ancora studente, organizza la sua prima mostra, assieme a Piero Dorazio e Giovanni Guerrini, al Liceo Giulio Cesare. Nel 1945 si iscrive alla Facoltà di Letteratura e Storia dell&#8217;Arte dell’Università di Roma, dove si laurea con Lionello Venturi con una tesi su Giorgio De Chirico. Nel 1946 conosce Renato Guttuso,, Carla Accardi, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Ancora studente, organizza la sua prima mostra, assieme a Piero Dorazio e Giovanni Guerrini, al Liceo Giulio Cesare. Nel 1945 si iscrive alla Facoltà di Letteratura e Storia dell&#8217;Arte dell’Università di Roma, dove si laurea con Lionello Venturi con una tesi su Giorgio De Chirico. Nel 1946 conosce <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a>,, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, costituendo con loro,  il gruppo &#8220;<em>Forma1&#8243;</em>, di cui dirigeva il manifesto per un&#8217;arte &#8220;della forma pura&#8221;. La sua è una forma espressiva non figurativa, non referenziale, non rapportabile ad alcuna immagine conosciuta, senza alcun riferimento a forme reali o naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">In forte polemica con il Neorealismo che si andava diffondendo in quegli anni, Achille Perilli aderisce al Mac (Movimento Arte Concreta1948), con Soldati, Bruno Munari, Monnet, Dorfles, collaborando successivamente alla fondazione delle riviste &#8220;Origine&#8221; e &#8220;Arti Visive&#8221;. Dopo aver esposto i suoi primi lavori con il Gruppo di &#8220;Arte Sociale&#8221; presso la sezione del Partito Socialista di via Molise a Roma, soggiorna a Parigi, dove conosce Arp, Magnelli e Picabia, studia le opere di Cézanne, Picasso, Braque, Matisse e Kupka e partecipa al Congresso Internazionale dei Critici d’Arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1951, in collaborazione con l’Art Club, allestisce, presso le sale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la mostra &#8220;Arte Astratta e Concreta in Italia&#8221;: la prima rassegna completa dell’astrattismo italiano. Ne 1962 partecipa alla Biennale di Venezia con una sala intermente dedicata alla sua pittura. Numerosissime sono le sue mostre in Italia e nel mondo, tra cui si ricordano le retrospettive alla Narodni Galerie di Praga nel 1970 ed a Parigi nel 1984.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile pittorico di Achille Perilli, fonda le sue figure geometriche sull&#8217;ambiguità, sull&#8217;essere insieme aperte e chiuse, sul suo crescere fino a creare uno spazio non reale, ma dell&#8217;immagine, fatta di figure piane che allo sguardo risultano inverosimili ed irregolari, quasi irrisolte e concepite in una direziona assolutamente astratta.</p>
<p style="text-align: justify;">Achille Perilli, grande protagonista del rinnovamento delle arti europee fin dal primo dopoguerra, offre nel 2006 una esposizione dal titolo “La Stravaganza della Scultura” che contiene una serie di sculture, dalle “Colonne” realizzate a partire dal 1963 fino al 1968, i “Bianchi” del 1975, i “Distorti” (1996-98), le “Argille” (1997-98) fino agli “Alberi”, produzione a cui il Maestro continua a lavorare ancora oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LEVI Carlo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 14:24:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carlo Levi nasce a Torno nel 1902, in un&#8217;agiata famiglia ebraica. Fin da giovane si appassiona alla pittura, una forma d&#8217;arte che coltiverà per tutta la vita raggiungendo anche importanti successi. Al termine degli studi secondari, si iscrive alla facoltà di medicina all&#8217;Università di Torino e durante quel periodo, grazie allo zio, l&#8217;onorevole Claudio Treves, conosce Piero Gobetti, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carlo Levi nasce a Torno nel 1902, in un&#8217;agiata famiglia ebraica. Fin da giovane si appassiona alla pittura, una forma d&#8217;arte che coltiverà per tutta la vita raggiungendo anche importanti successi. Al termine degli studi secondari, si iscrive alla facoltà di medicina all&#8217;Università di Torino e durante quel periodo, grazie allo zio, l&#8217;onorevole Claudio Treves, conosce Piero Gobetti, che lo invita a collaborare alla sua rivista &#8220;La Rivoluzione Liberale&#8221; e lo introduce nella scuola di Felice Casorati, attorno alla quale si sviluppa l&#8217;avanguardia pittorica torinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Levi, inserito in questo contesto, conosce e frequenta personaggi di grande rilievo culturale,  come Cesare Pavese, Giacomo Noventa, Antonio Gramsci, Luigi Einaudi e, più tardi, importante per la sua evoluzione pittorica, Edoardo Persico, Lionello Venturi, Luigi Spazzapan. Nel 1923 effettua un viaggio a a Parigi, dove ha la possibilità di ammirare opere di Modigliani e di Soutine: ne trae una spinta alla ribellione contro la retorica fascista e la cultura ufficiale italiana. Durante questo soggiorno, scrive anche il primo articolo sulla sua pittura nella rivista <em>Ordine nuovo</em>. Si laurea in medicina diventa assistente, fino al 1928, nella Clinica Medica dell&#8217;Università di Torino,  ma non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo. La profonda amicizia con Felice Casorati orientano la prima attività artistica del giovane Levi, con le opere pittoriche <em>Ritratto del padre</em> (1923) e il levigato nudo di <em>Arcadia</em>, con il quale partecipa alla Biennale di Venezia del 1924. Dopo altri soggiorni a Parigi, dove aveva mantenuto uno studio, la sua pittura, influenzata dalla <em>Scuola di Parigi</em>, subisce un ulteriore cambiamento stilistico, proseguito poi con la conoscenza, tra il 1929 e il 1930, di Modigliani. Con il sostegno di Edoardo Persico e Lionello Venturi, alla fine del 1928 prende parte al movimento pittorico cosiddetto dei sei pittori di Torino, insieme a Gigi Chessa, Nicola Galante, Francesco Menzio, Enrico Paulucci e Jessie Boswell, che lo porterà a esporre in diverse città in Italia e anche in Europa.<br />
Nel 1931 prende parte al movimento antifascista di &#8220;Giustizia e libertà&#8221;, fondato  da Carlo Rosselli. Per sospetta attività antifascista, nel marzo 1934 Levi viene arrestato, e l&#8217;anno successivo, dopo un secondo arresto, condannato al confino, nel paese lucano di Grassano e successivamente trasferito nel piccolo centro di Aliano, da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, <em>Cristo si è fermato a Eboli, </em>pubblicato da Einaudi due anni più tardi<em>. </em>Dopo la grazia concessagli nel 1936 dal regime fascista, si trasferisce in Francia, dove continua la sua attività politica. Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d&#8217;azione e dirige insieme ad altri Azionisti <em>La Nazione del Popolo</em>, organo del Comitato di Liberazione della Toscana.</p>
<p style="text-align: justify;">Levi continuerà nel dopoguerra la sua attività di giornalista, in qualità di direttore del quotidiano romano <em>Italia libera</em>, partecipando a iniziative e inchieste politico-sociali sull&#8217;arretratezza del Mezzogiorno d&#8217;Italia, e per molti anni collaborerà con il quotidiano <em>La Stampa</em> di Torino. Nel 1954 aderisce al gruppo neorealista e partecipa alla Biennale di Venezia con apprezzabili dipinti, in chiave realistica come la sua narrativa. Dopo <em>Cristo si è fermato a Eboli</em>, di grande interesse sono <em>Le parole sono pietre</em>, del 1955, sui problemi sociali della Sicilia (vincitore nello stesso anno del Premio Viareggio), <em>Il futuro ha un cuore antico</em> (1956), <em>Tutto il miele è finito</em> (1965), e <em>L&#8217;orologio</em>, pensosa e inquieta cronaca degli anni della ricostruzione economica italiana (1950).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1963, la sua vita politica diventa sempre più attiva in quanto decide di modificare quella politica immobile e stratificata, conservatrice di diritti ottenuti molto spesso illegalmente.Nel gennaio 1973 subisce due interventi chirurgici per il distacco della retina. In stato temporaneo di cecità riuscirà a scrivere <em>Quaderno a cancelli</em>, che sarà pubblicato postumo nel1979, e a tracciare più di 146 disegni della cecità, che saranno pubblicati nel volume &#8220;<em>Carlo Levi inedito: con 40 disegni della cecità</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore a Roma il 4 gennaio 1975.</p>
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		<title>BODINI Floriano</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2012 14:00:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Floriano Bodini nasce nel 1933 a Gemonio, in provincia di Varese. Qualche anno più tardi la sua famiglia si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo artistico. All&#8217;Accademia di Brera consce il suo maestro Francesco Messina, dal quale nasce un rapporto di stima ed amicizia reciproca. Un&#8217;altra figura molto importante per la formazione di Bodini &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Floriano Bodini nasce nel 1933 a Gemonio, in provincia di Varese. Qualche anno più tardi la sua famiglia si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo artistico. All&#8217;Accademia di Brera consce il suo maestro <a href="http://www.collezionedeltalento.it/messina-francesco/">Francesco Messina</a>, dal quale nasce un rapporto di stima ed amicizia reciproca. Un&#8217;altra figura molto importante per la formazione di Bodini è quella di Giuseppe Guerreschi, il quale presenta la sua prima mostra personale del 1958 a Gallarate. Negli anni seguenti la Galleria Gian Ferrari, a Milano, effettua una mostra all&#8217;opera &#8220;Ritratto di un Papa&#8221;, attualmente conservata nei Musei Vaticani. Floriano Bodini s&#8217;impegna fortemente nell&#8217;insegnamento: prima insegnante presso il Liceo Artistico, poi titolare della cattedra di Tecnologia del marmo all&#8217;Accademia di Brera e nel 1978 docente della cattedra di scultura all&#8217;Accademia di Carrara, diventando in seguito Direttore fino al 1987 e Presidente sino al 1991.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">A partire dal 1970, Bodini inizia ad utilizzare il marmo, materiale sempre più usato nel suo lavoro, soprattutto per le opere monumentali. Realizza in marmo il monumento a Virgilio, per la città di Brindisi, nel 1985; la &#8220;Fonte di Sant&#8217;Agostino&#8221;, per Casciago (Varese), nel 1986; &#8220;Paolo VI&#8221; per il Duomo di Milano, nel 1989; il ritratto del &#8220;Cardinal Ferrari&#8221; per il Duomo di Parma, 1994;:l&#8217;altare maggiore del Duomo di Varese, 1991; il complesso dell&#8217;Altare Maggiore del Santuario della Santa Casa di Loreto, 1994; il &#8220;Monumento ai caduti del lavoro&#8221; per la città di Carrara, 1995; l&#8217;Altare Maggiore del Santuario&#8221; dell&#8217;Addolorata di Rho, 1995; l&#8217;Altare, l&#8217;Ambone e la sede delle Grotte Vaticane, 1999; la statua di &#8220;Santa Brigida di Svezia&#8221; per la Basilca di San Pietro in Vaticano; la Porta bronzea per il Laterano, 2000.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">In bronzo realizza il &#8220;Monumento a Paolo VI&#8221; per il sacro Monte di Varese, 1986; il &#8220;Volo di colombe&#8221; nel 1997 per la nuova sede AGIP di San Donato Milanese; il monumento a &#8220;I sette di Gottinga&#8221; per la città di Hannover, 1998; il monumento &#8220;A Stradivari&#8221; per la città di Cremona, 1999, oltre a numerose sculture conservate nei musei italiani e internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Partecipa ad innumerevoli mostre pubbliche in città come Milano, Roma, New York, Pittsburgh, Amburgo, Lisbona, Madrid, Colonia, Hannover, Buenos Aires, Berlino, Bonn, Anversa. Partecipa anche alla nona e decima edizione della Quadriennale di Roma e sia nel 1962 che nel 1982 espone alla Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">E&#8217; insignito nel 1977 del Premio Presidente della Repubblica per la Scultura dall&#8217;Accademia di San Luca. Nel 1979 gli viene conferito il Premio Bolaffi. Nel 1997 gli è attribuito il Premio per la Scultura Michelangelo Buonarroti; nel 1998 la città di Suzzara, in occasione del II Premio &#8220;Dino Villani&#8221; gli dedica il premio alla carriera. Nello stesso anno è Maestro del Palio della città di Asti. L&#8217;8 maggio del 1999 viene inaugurato il Museo Civico Floriano Bodini a Gemonio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Muore a Milano il 2 Luglio 2005</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">
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		<title>GRECO Emilio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 16:29:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Emilio Greco nasce a Catania nell&#8217;ottobre del 1913. La sua passione per l&#8217;arte si sprigiona fin da fanciullo, effettuando un apprendistato artigianale presso uno scalpellino catanese. Nonostante le difficoltà della guerra e l&#8217;impegno nel servizio militare, Greco è stato apprezzato, a partire dal &#8217;39, con il busto in terracotta &#8220;L&#8217;Omino&#8221; , attualmente posseduta dalla Galleria Nazionale d&#8217;Arte &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emilio Greco nasce a Catania nell&#8217;ottobre del 1913. La sua passione per l&#8217;arte si sprigiona fin da fanciullo, effettuando un apprendistato artigianale presso uno scalpellino catanese. Nonostante le difficoltà della guerra e l&#8217;impegno nel servizio militare, Greco è stato apprezzato, a partire dal &#8217;39, con il busto in terracotta &#8220;L&#8217;Omino&#8221; , attualmente posseduta dalla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna a Roma.</p>
<p align="justify">Nel 1947, divide lo studio con un gruppo di artisti, tra i quali Leoncillo, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/category/guttuso-renato/">Guttuso</a> e Mazzacurati. Qui prepara la mostra per la Galleria del Secolo del 1948, con prefazione di Fortunato Bellonz: nel catalogo spiccano &#8220;La Pattinatrice&#8221; e &#8220;Il Lottatore&#8221;. Nello stesso anno partecipa con &#8220;Il Lottatore&#8221; alla mostra dello Sport alla Tate Gallery di Londra,  il quale successivamente acquista la sua &#8220;Donna seduta&#8221;. Nel 1949 Greco partecipa, con la  <em>Testa d&#8217;uomo</em> e il<em> Cantante</em>,   alla grande mostra <em>Arte italiana del Ventesimo Secolo</em>  curata da Alfred Barr nel Museum of Modern Art di New York. Nel 1956, partecipa alla XXVIII Biennale di Venezia e la giuria gli conferisce il Gran Premio della Scultura con l&#8217;opera &#8220;La Grande Bagnante N.1&#8243;. Nel 1962, Greco ha il compito di scolpire le porte del Duomo d&#8217;Orvieto, per finirle tre anni più tardi; ma a causa di forti polemiche sull&#8217;opportunità di sovrapporre un&#8217;opera contemporanea alla facciata Gotica del Duomo, le porte vengono definitivamente incardinate nell&#8217;agosto del 1970. È anche autore del Monumento a Papa Giovanni XXIII in San Pietro. Gli anni&#8217;70 e &#8217;80 vedono Emilio Greco in mostra in tutto il mondo: da Ferrara a Tokio, da Leningrado a Mosca, e poi sul finire del 1980, una serie di mostre antologiche a Catania, Roma e Firenze.</p>
<p align="justify">Emilio Greco muore a Roma il 4 Aprile 1995 e riposa a Sabaudia, nel cimitero cittadino.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia e soprattutto i bambini di tutto il mondo, lo ricordano con il <em>Monumento a Pinocchio,  </em>installato a Collodi, il quale lo costruì nel 1956, in seguito ad un concorso: un intreccio fantastico, che con lieve movimento a spirale unisce  e slancia verso l&#8217;alto le figure del celebre burattino, della Fata e del gabbiano in un compenetrarsi di pieni e di vuoti, che  essendo praticati dai giovani, formano un&#8217;unica essenza.</p>
<p align="justify">
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		<title>ATTARDI UGO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 14:48:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ugo Attardi nasce il 12 marzo nel 1923 a Sori, in provincia di Genova. L&#8217;anno successivo la sua famiglia si trasferisce a Palermo, e fin da giovane, Attardi si appassiona alla pittura. Frequenta il liceo artistico di Palermo ed in seguito si iscrive alla Facoltà di Architettura, che però dovette abbandonare a causa della guerra. Nel 1945 si trasferisce, su consiglio dell&#8217;amico-collega <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, a Roma, dove ha inizio la sua carriera artistica. Qualche anno più tardi dà vita al movimento &#8220;Forma 1&#8243; insieme ad altri giovani artisti, quali <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/dorazio-piero/">Piero Dorazio</a>, Mino Guerrini, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>. Il 30 settembre del 1948 si sposa a Palermo con Elena Giaconia, colei che sarà la modella di moltissime sue opere. Intorno agli anni &#8217;50 orienta la sua arte verso l&#8217;espressionismo, ispirandosi ad artisti quali Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l&#8217;impegno politico all&#8217;interno del Partito Comunista Italiano. L&#8217;esigenza di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà, lo porta ad allontanarsi dall&#8217;astrattismo, per studiare una propria forma di espressionismo. Nel 1967 inizia la sua attività di scultore e dopo 3 anni termina il suo romanzo  &#8221;L&#8217;Erede Selvaggio&#8221; con il quale vince il Premio Viareggio per la narrativa. Moltissime sono le sue esposizioni e partecipazioni, tra le quali si ricordano:  la V, VII, IX, XI Quadriennale di Roma, la XXVI e XXVII Biennale di Venezia, due esposizioni alla Galleria La Nuova Pesa di Roma (rispettivamente nel 1960 e nel 1965), alla Galleria 32 di Milano, alla Galleria Narciso di Torino e moltissime altre. Tra le sue sculture, di notevole importanza sono: il bassorilievo &#8220;Addio Che Guevara&#8221; del 1968, il gruppo &#8220;Il Vascello della Rivoluzione&#8221;, omaggio del Governo Italiano allo Stato Francese in occasione del bicentenario della presa della Bastiglia, l&#8217;Enea, donato a Malta e collocato all&#8217;entrata del porto della Valletta ed i bronzi sensuali ed ambigui, tra i quali &#8220;La Maga&#8221;.</p>
<p>Nel 2006 il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, lo nomina Grande Ufficiale della Repubblica per i meriti artistici, in quanto è riuscito, con le sue opere, a divulgare le meraviglie dell&#8217;Italia in tutto il mondo. Si spegne in quello stesso anno a Roma, precisamente il 20 luglio, e la città lo volle salutare e ringraziare con una cerimonia pubblica, alla presenza di autorità politiche ed artistiche.</p>
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		<title>CONSAGRA Pietro</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 15:24:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pietro Consagra nasce nel 1920 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Frequenta l&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo e nel 1944 si trasferisce a Roma, dove collabora con gli amici Giulio Turcato, Renato Guttuso e Mario Mafai. Nel 1947, insieme agli artisti Carla Accardi, Ugo Attardi, Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pietro Consagra nasce nel 1920 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Frequenta l&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo e nel 1944 si trasferisce a Roma, dove collabora con gli amici <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a> e Mario Mafai. Nel 1947, insieme agli artisti <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/dorazio-piero/">Piero Dorazio</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, produce il manifesto che sarà pubblicato nel primo numero della rivista &#8220;Forma 1&#8243;. Con tale manifesto gli artisti hanno voluto rivendicare &#8220;<em>la libertà di essere ad un tempo marxisti e formalisti &#8220;, </em>dando l&#8217;incarico all&#8217;astrattismo di compiere un vero e proprio rinnovamento dell&#8217;arte. Secondo Consagra, la sua scultura è piena di idee dirette ad  «<em>esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi ,con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell&#8217;uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società dove è necessaria volontà, forza, ottimismo, semplicità, chiarezza.</em>» Per un bisogno morale, Consagra identifica la scultura non più nella sua tridimensionalità, ma l&#8217;alleggerisce in una visione frontale, per liberarla dal peso storico e ricondurla ai concetti essenziali, per far si che essa sia un dialogo unico con chi la osserva.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipa nel 1954 e nel 1956 alla Biennale di Venezia con le sculture in bronzo, dal titolo &#8220;Colloqui&#8221;; proprio nella  Biennale del 1956 riceve il Premio Einaudi per aver semplificato e rinnovato il concetto di scultura. Negli anni a seguire partecipa anche: alla 3° Biennale di San Paolo, in Brasile; all&#8217; Honorable Mention del Carnegie Institute di Pittsburg; al Prix de la Critique Belgique a Bruxelles. nel 1960 vince il Premio della Scultura alla XXX Biennale di Venezia e dopo quattro anni partecipa al Documenta III a Kassel.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1972 Consagra posiziona nel luogo della mostra <em>Aspetti della Scultura Italiana</em>, della XXXVI Esposizione Interanzionale di Venezia, 7 sculture in legno, alte tre metri, fissate in modo tale da non permettere una completa osservazione dell&#8217;opera; simbolo per l&#8217;autore, del coinvolgimento di chi osserva nell&#8217;attraversamento di una trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Realizza diverse opere per Gibellina Nuova, distrutta dal terremoto del 1967, tra cui si ricordano: il &#8220;Meeting&#8221;, edificio frontale in muratura, ferro e vetro, che al posto delle scale, ha dei camminamenti inclinati; la &#8220;La Porta del Belice&#8221; una gande stella, alta 24 metri, in acciaio inox.<br />
Fra le sue ultime grandi opere, nel 1998, esegue una scultura in marmo, dedicata a Giano, alta più di cinque metri, situata a Largo Santa Susanna a Roma. Si spegne a Milano nel 2005, ma le sue volontà sono state quelle di essere seppellito nel cimitero di Gibellina.<br />
Insignito della medaglia d&#8217;oro come Benemerito della Cultura e dell&#8217;Arte dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, oltre che scultore, Consagra è stato anche scrittore e critico, collaboratore di molte pubblicazioni d&#8217;arte.</p>
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		<title>MASTROIANNI Umberto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 12:26:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Umberto Mastroianni nasce nel 1910 a Fontana Liri, provincia di Frosinone. Nel 1924 incomincia a frequentare i corsi di disegno dell&#8217;Accademia di San Marcello a Roma. Solamente due anni più tardi si trasferisce a Torino, dove affina il le sua capacità scultoree nell&#8217;atelier di Michele Guerrisi. Nel 1930 arriva il primo riconoscimento ufficiale, il &#8220;Premio del Turismo&#8221; offerto dal Ministero della &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto Mastroianni nasce nel 1910 a Fontana Liri, provincia di Frosinone. Nel 1924 incomincia a frequentare i corsi di disegno dell&#8217;Accademia di San Marcello a Roma. Solamente due anni più tardi si trasferisce a Torino, dove affina il le sua capacità scultoree nell&#8217;atelier di Michele Guerrisi. Nel 1930 arriva il primo riconoscimento ufficiale, il &#8220;Premio del Turismo&#8221; offerto dal Ministero della Pubblica Istruzione e, di lì a poco, le prime mostre a livello nazionale ed europeo, tra cui nel ’35 la Quadriennale di Roma e l&#8217;anno seguente la Biennale di Venezia. A Torino conosce i primi amici e compagni di avventura, a cui resterà legato per tutta la vita: il pittore Luigi Spazzapan, lo scrittore e pittore Guido Seborga, il musicista Massimo Mila, insieme portano avanti la convinzione che nella Torino industriale era necessario un rinnovamento dell&#8217;arte e della cultura italiana e per questo proposero una linea alternativa, istituendo il <em>Premio Torino</em>.</p>
<p>Dopo un primo periodo figurativo, caratterizzato soprattutto dal recupero di forme espressive arcaiche ed antiche, nel dopoguerra Mastroianni persegue una linea astratta utilizzando sia strutture informali, sia schemi geometrizzanti, sempre con forti caratterizzazioni dinamiche e vitalistiche, con particolare riferimento al costruttivismo. Fin dal 1957 Mastroianni si impose come lo scultore che è mancato al cubismo, scultore di robusta immaginazione plastica, impostata sui ritmi delle dissonanze nelle quali suggestioni di altre esperienze di altre esperienze vengono assorbite originalmente in un modulata da una energia interiore che fa danzare visivamente le forme. Il riconoscimento più alto lo consegue alla XXIX Biennale di Venezia del ’58, quando ottiene il Gran Premio Internazionale per la scultura.  Nell&#8217; ottobre del 1989, dopo i premi Biancamano e la Ginestra d&#8217;oro del Cònero, gli viene conferito a Tokyo il &#8220;Premium Imperiale&#8221;, Nobel per l’arte del Sol Levante.</p>
<p>Come le sue mostre personali, innumerevoli sono le opere esposte nei più importanti musei di tutto il mondo, come i monumenti dedicati alla resistenza, ai caduti in guerra e alla pace, opere eseguite prevalentemente in bronzo o in acciaio.</p>
<p>Muore nel<a title="25 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_febbraio"> </a>febbraio del 1998, all&#8217;età di ottantotto anni, nella sua casa-museo di Marino, presso i Giardini Colonna.</p>
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		<title>TUTTOBENE Marcella</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:23:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Artisti siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTOBENE Marcella]]></category>
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		<description><![CDATA[Marcella Tuttobene è nata a Valguarnera (EN) nel 1947. Attualmente vive ed opera ad Enna. Si è diplomata nel 1963 presso l’Istituto Statale d’Arte di Catania, ha poi frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Palermo e quella di Catania conseguendo il diploma di Pittura nel 1968. Nel 1970 a Roma, vince il 1° premio per &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcella Tuttobene è nata a Valguarnera (EN) nel 1947. Attualmente vive ed opera ad Enna. Si è diplomata nel 1963 presso l’Istituto Statale d’Arte di Catania, ha poi frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Palermo e quella di Catania conseguendo il diploma di Pittura nel 1968. Nel 1970 a Roma, vince il 1° premio per l’incisione, organizzato dal Gabinetto Nazionale delle Stampe, con l’acquaforte ispirata a Santa Caterina da Siena; l’incisione è stata successivamente riprodotta nei manifesti per la XIII Settimana dei Musei d’Italia ed una copia è stata donata a Sua Santità Paolo VI. Nel 1974 ad Enna, assieme agli artisti Alberto Cacciato, Aldo Prestipino, Angelo Malaguarnera, dà vita al Centro di Grafica di via Castagna. Dal 1970 al 1975 frequenta ad Urbino i corsi di Tecniche dell’Incisione sotto la guida dei maestri Bruscaglia, Ceci e Sanchini. Dal 1968 ha tenuto diverse mostre personali a Firenze, Roma, Enna, Valguarnera, Piazza Armerina, Aidone. Ha insegnato arte della serigrafia presso l’Istituo Regionale d’Arte di Enna. Dal 1993 ha svolto Mostre personali itineranti in Ungheria. Nel 1990 ha fondato, ad Enna, assieme agli operatori culturali e saggisti Pippo Accascina e Rocco Lombardo, la casa editrice “Il Lunario”, nel cui ambito cura la vesta grafica della pubblicazioni e si occupa della sezione dedicata alle cartelle e stampe d’arte. Nel 1999 il Comune di Naro l’ha incaricata di riordinare il fondo delle numerose opere di grafica donate dal maestro Bruno Caruso. Tale donazione ha costituito il primo nucleo nel Museo della Grafica, inaugurato l’11 giugno 2000, di cui la stessa Tuttobene ha curato l’esposizione ed il catalogo, continuando tuttora ad interessarsi delle nuove acquisizioni. Si sono interessati alle sue opere critici d’arte e pittori tra cui: Accascina, Caldini, Caruso, Giuffrè, La Martina, Lombardo, Mattei, Mingiardi, Morselli, Giaimo, Pantano, Petrina, Rivosecchi, Ruta, Servolini e tanti altri.</p>
<p>Scrive di lei il maestro Bruno Caruso: “<em>Non è certo facile la vita dell’artista nella profonda Sicilia, al centro di un’isola che è ancora dominata dai sofismi che la tengono in bilico, come diceva Sinisgalli, tra “l’astrattezza e il documento”, cioè fra l’espressione realistica della classicità e l’arabesco dell’Islam, che nell’arte contemporanea hanno assunto i linguaggi delle più varie correnti. Ma non si può neppure ignorare che in Sicilia sopravvive fortemente un esempio antico di irraggiungibile qualità, negli stessi luoghi dov’erano edificati gli antichi templi o si scolpivano i capolavori della scultura del V secolo: un esempio qualitativo che non riesce ad estinguersi e che anzi, come ci dimostra Marcella Tuttobene, si arricchisce di tutti quei linguaggi del mito e dei simboli che l’artista ha scelto come tematica ed ispirazione del suo lavoro grafico nei disegni e nelle incisioni e che, come avviene nei miti e nei simboli, carica i suoi lavori di quei significati di intenti, conferendo, anche nelle opere di contenuto diverso, un grande fascino al suo lavoro. Un lavoro che peraltro si rivolge con grande delicatezza senza mai lasciarsi contaminare dalle cattive influenze delle avanguardie o dalle volgarità dei nostri tempi.</em></p>
<p><em>Roma Aprile 2002”</em></p>
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