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	<title>Collezione del Talento &#187; Pop Art</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>PISTOLETTO Michelangelo</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 09:40:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. A soli 14 anni comincia a lavorare nello studio del padre, pittore e restauratore. In seguito frequenta la scuola grafica pubblicitaria diretta da Armando Testa. Attorno agli anni &#8217;50 la sua ricerca si dirige verso l&#8217;autoritratto, che lo porterà ad ottenere i suoi primi successi. Infatti, la sua prima mostra personale si svolge, nel 1960, presso la Galleria Galatea di Torino. Nello stesso anno realizza alcuni autoritratti a dimensione reale su fondi monocromi in oro, argento e rame. L&#8217;anno seguente crea la serie di opere intitolate &#8220;<em>Il presente&#8221;</em>, dipingendo la propria figura su un fondo nero reso riflettente da uno strato di vernice trasparente. Nel 1962 realizza i suoi <em>Quadri specchianti</em>, utilizzando la tecnica  del riporto fotografico su carta velina applicata su lastra di acciaio inox lucidata a specchio,  includendo direttamente nell&#8217;opera lo spettatore e la dimensione reale del tempo. Grazie all&#8217;espressione artistica data dai Quadri specchianti, Pistoletto ottiene riconoscimento anche in sede internazionale, che lo portano a partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche dedicate alla Pop Art e al Nouveau Realisme. Numerosissime sono le sue mostre in importanti Gallerie dell&#8217;Europa e dell&#8217;America. I quadri specchianti costituiranno la base della successiva  produzione artistica di Pistoletto e della sua parallela e costante riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce ed espone, nel suo prestigioso studio, un insieme di lavori intitolati &#8220;<em>Oggetti in meno&#8221;</em>, realizzati nella dimensione contingente del tempo e basati sul principio delle differenze, infrangendo il dogma dell&#8217;uniformità dello stile artistico individuale. Questi lavori sono considerati basilari per la nascita dell&#8217;Arte Povera, movimento artistico teorizzato da Germano Celant nel 1967, di cui Pistoletto è uno dei più importanti esponenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A cavallo tra il 1975 ed il  1976, presso la Galleria Stein di Torino, realizza un’opera dalla dimensione temporale di un anno, suddivisa in dodici mostre consecutive, intitolato <em>Le stanze.</em> È il primo di una serie di complessi lavori sviluppati ciascuno nell’arco di un anno e denominati “<em>continenti di tempo</em>”. Nel 1979 realizza ad Atlanta la <em>Creative Collaboration</em>, un’ampia collaborazione creativa, comprendente diverse discipline, estesa a tutta la città, la cui particolarità è il coinvolgimento non solamente di colleghi, ma soprattutto di giovani artisti locali. A metà degli anni 80 crea la sua &#8220;Arte dello squallore&#8221; opere formate da superfici e volumi in materiale anonimo, dai colori scuri e cupi. Nel 1991 gli viene conferito l&#8217;incarico di docente di Scultura pressol’Accademia di Belle Arti di Vienna, incarico che durerà per 9 anni. Nel 1998 viene inaugurata <em>Cittadellarte-Fondazione Pistoletto</em>, situata in un ex manifattura di Biella, dove tutt&#8217;ora si svolge il <em>Progetto Arte, </em>attività in cui l’arte viene considerata come il centro di una trasformazione socialmente responsabile. Sempre all&#8217;interno della Fondazione è esposta la sua famosissima opera, prodotta tra il 1967 ed il 1968, &#8220;Venere degli Stracci&#8221;, assemblaggio composto da un mucchio multicolore di stracci, contro il quale sta la copia di una libera riproduzione della celebre Venere con mela dello scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2002 diventa direttore artistico della Biennale Internazionale Arte Giovane Torino, il cui titolo è <em>Big Social Game</em>. Nello stesso anno riceve dalla Presidenza della Repubblica Italiana il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “<em>per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d&#8217;arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo</em>”. Nel 2013 si svolgerà una sua esilarante mostra presso il Museo del Louvre a Parigi</p>
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		<title>SCHIFANO MARIO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 17:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs nella Libia italiana. Dopo pochi anni tornò a Roma e lì s&#8217;innamora dell&#8217;arte seguendo il padre che lavorava al Museo etrusco di Valle Giulia. Frequenta gli artisti Franco Angeli e Tano Festa, ed insieme a loro forma la Scuola di Piazza del Popolo, identificando un periodo fondamentale nell&#8217;arte contemporanea italiana. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs nella Libia italiana. Dopo pochi anni tornò a Roma e lì s&#8217;innamora dell&#8217;arte seguendo il padre che lavorava al Museo etrusco di Valle Giulia. Frequenta gli artisti <a href="http://www.collezionedeltalento.it/angeli-franco/">Franco Angeli</a> e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/festa/">Tano Festa</a>, ed insieme a loro forma la Scuola di <em>Piazza del Popolo, </em>identificando un periodo fondamentale nell&#8217;arte contemporanea italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi debutti sono all&#8217;interno della cultura informale con tele ad alto spessore materico, solcate da un&#8217;accorta gestualità e segnate anche da qualche sgocciolatura. Con questo stile inaugura la sua prima mostra personale, nel 1959, alla Galleria Appia Antica di Roma. L&#8217;anno dopo effettua un&#8217;altra mostra insieme ad Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini,  alla Galleria &#8220;La Salita&#8221; ed è da questo momento  che la critica comincia a interessarsi del suo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbandona il genere informale, e la sua pittura mutua radicalmente nel volgere di pochi anni: comincia a dipinge quadri monocromi (delle grandi carte incollate su tela e ricoperte di un solo colore, tattile, superficiale, sgocciolante).<br />
Il dipinto diventa &#8220;schermo&#8221;, punto di partenza, spazio di un evento negato in cui, qualche anno dopo, affioreranno, grazie anche all&#8217;influenza di Jasper Johns, cifre, lettere, frammenti segnici della civiltà consumistica. Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari come la Coca-Cola e la Esso, alle biciclette, ai fiori (omaggi ad Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie più famose troviamo i &#8220;Paesaggi anemici&#8221;, le &#8220;Vedute interrotte&#8221;, &#8220;L&#8217;albero della vita&#8221;, &#8220;estinti&#8221; e i &#8220;Campi di grano&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1961 ottiene il Premio Lissone per la sezione &#8220;Giovane pittura internazionale&#8221; e tiene una personale alla Galleria La Tartaruga di Roma.<br />
L&#8217;anno successivo è negli Stati Uniti; conosce la Pop Art, resta colpito dall&#8217;opera di Dine e Kline ed espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra <em>The New Realist</em>. Fu tra i primi ad usare il computer per creare opere, e riuscì ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le &#8220;tele computerizzate&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Agli inizi degli anni Settanta comincia a riportare delle immagini televisive direttamente su tela emulsionata, isolandole dal ritmo narrativo delle sequenze cui appartengono e riproponendole con tocchi di colore alla nitro in funzione estraniante. Nel 1976 partecipa alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Bologna alla mostra Europa / America. Due anni dopo è invitato alla Biennale di Venezia e presenta alla Tartaruga di Roma &#8220;Il capolavoro sconosciuto&#8221;, rielaborazione del noto omonimo racconto di Balzac. Nel 1989, anno in cui è presente alla rassegna Arte italiana nel XX secolo organizzata dalla Royal Academy di Londra, tiene personali al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Padiglione d&#8217;arte Contemporanea di Ferrara, dove, sotto il titolo Inventario con anima e senz&#8217;anima, raccoglie una serie di tele che rappresentano la summa della sua ricerca in ambito naturalistico. Nel 1994 è presente alla mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968, organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York e trasferita l&#8217;anno seguente alla Triennale di Milano e al Kunstmuseum Wolfsburg.<br />
Nel 1996 Schifano rende un omaggio alla sua Musa Ausiliaria, ovvero alla televisione intesa quale flusso continuo di immagini in grado di strutturarsi come vera e unica realtà totalizzate della nostra epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Muore nel 1998 a soli 64 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene lo stesso Schifano preferiva non essere inquadrato in alcuna corrente artistica, molti lo ritennero l&#8217;esponente di spicco della pop art italiana, e venne consacrato come l&#8217;erede diAndy Warhol.</p>
<p style="text-align: justify;">
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