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	<title>Collezione del Talento &#187; Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>PERILLI Achille</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 11:14:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Ancora studente, organizza la sua prima mostra, assieme a Piero Dorazio e Giovanni Guerrini, al Liceo Giulio Cesare. Nel 1945 si iscrive alla Facoltà di Letteratura e Storia dell&#8217;Arte dell’Università di Roma, dove si laurea con Lionello Venturi con una tesi su Giorgio De Chirico. Nel 1946 conosce Renato Guttuso,, Carla Accardi, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Ancora studente, organizza la sua prima mostra, assieme a Piero Dorazio e Giovanni Guerrini, al Liceo Giulio Cesare. Nel 1945 si iscrive alla Facoltà di Letteratura e Storia dell&#8217;Arte dell’Università di Roma, dove si laurea con Lionello Venturi con una tesi su Giorgio De Chirico. Nel 1946 conosce <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a>,, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, costituendo con loro,  il gruppo &#8220;<em>Forma1&#8243;</em>, di cui dirigeva il manifesto per un&#8217;arte &#8220;della forma pura&#8221;. La sua è una forma espressiva non figurativa, non referenziale, non rapportabile ad alcuna immagine conosciuta, senza alcun riferimento a forme reali o naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">In forte polemica con il Neorealismo che si andava diffondendo in quegli anni, Achille Perilli aderisce al Mac (Movimento Arte Concreta1948), con Soldati, Bruno Munari, Monnet, Dorfles, collaborando successivamente alla fondazione delle riviste &#8220;Origine&#8221; e &#8220;Arti Visive&#8221;. Dopo aver esposto i suoi primi lavori con il Gruppo di &#8220;Arte Sociale&#8221; presso la sezione del Partito Socialista di via Molise a Roma, soggiorna a Parigi, dove conosce Arp, Magnelli e Picabia, studia le opere di Cézanne, Picasso, Braque, Matisse e Kupka e partecipa al Congresso Internazionale dei Critici d’Arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1951, in collaborazione con l’Art Club, allestisce, presso le sale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la mostra &#8220;Arte Astratta e Concreta in Italia&#8221;: la prima rassegna completa dell’astrattismo italiano. Ne 1962 partecipa alla Biennale di Venezia con una sala intermente dedicata alla sua pittura. Numerosissime sono le sue mostre in Italia e nel mondo, tra cui si ricordano le retrospettive alla Narodni Galerie di Praga nel 1970 ed a Parigi nel 1984.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile pittorico di Achille Perilli, fonda le sue figure geometriche sull&#8217;ambiguità, sull&#8217;essere insieme aperte e chiuse, sul suo crescere fino a creare uno spazio non reale, ma dell&#8217;immagine, fatta di figure piane che allo sguardo risultano inverosimili ed irregolari, quasi irrisolte e concepite in una direziona assolutamente astratta.</p>
<p style="text-align: justify;">Achille Perilli, grande protagonista del rinnovamento delle arti europee fin dal primo dopoguerra, offre nel 2006 una esposizione dal titolo “La Stravaganza della Scultura” che contiene una serie di sculture, dalle “Colonne” realizzate a partire dal 1963 fino al 1968, i “Bianchi” del 1975, i “Distorti” (1996-98), le “Argille” (1997-98) fino agli “Alberi”, produzione a cui il Maestro continua a lavorare ancora oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GUTTUSO Renato</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:43:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Guttuso nasce il 26 Dicembre 1911 a Bagheria, in provincia di Palermo. La città natale è molto importante nella formazione del giovane Guttuso, perchè lì entrò in contatto con il mondo della pittura, come racconta lui stesso: &#8220;<em>Tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di carri Emilio Murdolo prendeva forma la mia strada avevo sei, sette, dieci anni&#8230;</em>&#8220;. Ma Bagheria è importante anche perchè continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. Già dal 1924, appena tredicenne, comincia a firmare e datare i propri quadri. Sono piccole tavolette dove per lo più copia i paesaggisti siciliani dell&#8217;ottocento. In questi anni dipinge anche dei ritratti come quello di Graziella e il Ritratto del padre, il Cavalier Gioacchino Guttuso Fasulo.<br />
Negli anni seguenti comincia a frequentare l&#8217;atelier del pittore futurista Pippo Rizzo e l&#8217;ambiente artistico palermitano.  Nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva. Nel 1931 partecipa con due quadri alla Quadriennale Nazionale d&#8217;Arte Italiana a Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani che lo impressionano profondamente. Forma il &#8220;Gruppo dei Quattro&#8221; con Giovanni Barbera, Nino Franchina e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/pasqualino-noto-lia/">Lia Pasqualino Noto</a> in aperta polemica con il primitivismo di &#8220;Novecento&#8221;. Innumerevoli sono le sue mostre e collaborazioni, ma appare importante ricordare la sua amicizia, intorno agli anni &#8217;50, con Pablo Picasso, amicizia che rimarrà per tutta la vita.  Vengono pubblicati, a cura di Enrico Crispolti, i primi tre volumi del catalogo generale dei suoi dipinti. Nel 1985 intraprende un&#8217;opera monumentale, affrescando l&#8217;intera volta ( più di 120 mq. di pittura) del soffitto del Teatro Lirico Vittorio Emanuele di Messina, rappresentando la leggenda del Cola Pesce. Nel 1986 dipinge un ciclo di opere dedicato al tema del gineceo che culmina nel quadro &#8220;Nella stenza le donne vanno e vengono&#8230;&#8221;, ultimo grande sforzo del pittore che resterà incompiuto. Il 18 gennaio del 1987 muore lasciando alcune opere, tra le più importanti, alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma. Altre opere ed una ricca raccolta documentale sono ospitate a Villa Cattolica, sede del Museo a lui dedicato. Le spoglie del maestro riposano all&#8217;interno dell&#8217;arca monumentale situata nel giardino dietro la villa, realizzata con marmi brasiliani celesti dallo scultore e amico di Guttuso, Giacomo Manzù. L&#8217;arca è stata posizionata nel retro della villa, perchè da li si apre lo splendido scenario del golfo di Palermo. Il pittore infatti,  prima di morire espresse il desiderio di essere sepolto in un posto da dove si potesse vedere il mare.</p>
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