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	<title>Collezione del Talento &#187; Accademia di Belle Arti di Palermo</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>CATALANO Maurilio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 14:53:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maurilio Catalano è nato a Palermo nel 1942, dove attualmente vive e lavora. Ha avuto per diversi anni la cattedra all&#8217;Accademia di Belle Arti della sua città natale e dal 1963 dirige la galleria e stamperia &#8220;Arte al borgo&#8221;. Diverse sue opere  si trovano in luoghi pubblici, come ad esempio un dipinto di 30 mq &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurilio Catalano è nato a Palermo nel 1942, dove attualmente vive e lavora. Ha avuto per diversi anni la cattedra all&#8217;Accademia di Belle Arti della sua città natale e dal 1963 dirige la galleria e stamperia &#8220;Arte al borgo&#8221;. Diverse sue opere  si trovano in luoghi pubblici, come ad esempio un dipinto di 30 mq all&#8217;Aeroporto Falcone-Borsellino, una scultura in memoria di Paolo Giaccone presso la Facoltà di Medicina dell&#8217;Ateneo Palermitano e due opere situate presso il centro commerciale Forum Palermo. I suoi temi sono quasi sempre quelli del mare, con i suoi colori intensi e forti, proprio come le emozioni che suscita nell&#8217;ammirarli.</p>
<p>Di lui hanno scritto: Leonardo Sciascia, Alfonso Gatto, Vittorio Frosini, Nino Buttitta, Luigi Mormino, Aurelio Pes, Francesco Giunta.</p>
<p>Leonardo Sciascia, nel 1972, ricorda:<em> &#8220;&#8230;Nella sua dimestichezza col mare, anche da pescatore, e appassionato per giunta, c’è un fondo di terrore. Il suo mare è popolato di enormi balene (bianche, ma incidentalmente: nessun riferimento a quella di Melville) che inghiottono pescherecci e navi di linea, di polipi mostruosi, di foreste di coralli sensibili e voraci come piante carnivore. Vi avviene anche l’eterno e proverbiale dramma del pesce piccolo mangiato dal grande; ma è cosa di poco conto, a confronto del vivamaria che succede a bordo di una nave quando un polipo la incatena o i coralli se l’abbracciano o una balena se la crocchia come biscotto&#8230;Maurilio Catalano ci racconta parodiando mezzi, modi e moduli dell’arte popolare&#8230;e ne vien fuori un curioso repertorio di songes drolatiques, tanto riflesso e introverso quanto all’apparenza è immediato, vivido, allegro&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Nel 1973, Alfonso Gatto sostiene che:<em> &#8220;&#8230;Maurilio espone i simboli della grande famiglia immaginativa in cui s’avvicendano pesci e velieri, battelli, cuori, stelle, cotillons di carnevale, in una parata marina che è dentro il colore, ipotesi e fragore di evento, getto continuo di continua germinazione.</em><br />
<em>Direi che la vitalità erompente è, nel timbro della bella fantasiosa pittura di Catalano, virtú certa e genuina, tale che la provocazione emotiva e visiva da cogliere súbito continua a muovere in noi la sua vibratile meraviglia, in oscillazioni sempre più lente, verso la quiete finale&#8230;&#8221; </em></p>
<p><em>&#8220;&#8230;la Sicilia è ancora quella che s’intravvede nei quadri di Catalano, una terra assediata dal mare, una grande zattera d’un naufragio storico, facile preda dei mostri del potere, sempre in attesa d’un prodiglio per la sua rinascita ma popolata di ex voto a rovescio per le sue delusioni&#8230;&#8221; </em> Scrive così di lui Vittorio Frosini nel 1988.</p>
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		<title>CONSAGRA Pietro</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 15:24:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pietro Consagra nasce nel 1920 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Frequenta l&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo e nel 1944 si trasferisce a Roma, dove collabora con gli amici Giulio Turcato, Renato Guttuso e Mario Mafai. Nel 1947, insieme agli artisti Carla Accardi, Ugo Attardi, Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pietro Consagra nasce nel 1920 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Frequenta l&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo e nel 1944 si trasferisce a Roma, dove collabora con gli amici <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/guttuso-renato/">Renato Guttuso</a> e Mario Mafai. Nel 1947, insieme agli artisti <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/dorazio-piero/">Piero Dorazio</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, produce il manifesto che sarà pubblicato nel primo numero della rivista &#8220;Forma 1&#8243;. Con tale manifesto gli artisti hanno voluto rivendicare &#8220;<em>la libertà di essere ad un tempo marxisti e formalisti &#8220;, </em>dando l&#8217;incarico all&#8217;astrattismo di compiere un vero e proprio rinnovamento dell&#8217;arte. Secondo Consagra, la sua scultura è piena di idee dirette ad  «<em>esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi ,con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell&#8217;uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società dove è necessaria volontà, forza, ottimismo, semplicità, chiarezza.</em>» Per un bisogno morale, Consagra identifica la scultura non più nella sua tridimensionalità, ma l&#8217;alleggerisce in una visione frontale, per liberarla dal peso storico e ricondurla ai concetti essenziali, per far si che essa sia un dialogo unico con chi la osserva.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipa nel 1954 e nel 1956 alla Biennale di Venezia con le sculture in bronzo, dal titolo &#8220;Colloqui&#8221;; proprio nella  Biennale del 1956 riceve il Premio Einaudi per aver semplificato e rinnovato il concetto di scultura. Negli anni a seguire partecipa anche: alla 3° Biennale di San Paolo, in Brasile; all&#8217; Honorable Mention del Carnegie Institute di Pittsburg; al Prix de la Critique Belgique a Bruxelles. nel 1960 vince il Premio della Scultura alla XXX Biennale di Venezia e dopo quattro anni partecipa al Documenta III a Kassel.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1972 Consagra posiziona nel luogo della mostra <em>Aspetti della Scultura Italiana</em>, della XXXVI Esposizione Interanzionale di Venezia, 7 sculture in legno, alte tre metri, fissate in modo tale da non permettere una completa osservazione dell&#8217;opera; simbolo per l&#8217;autore, del coinvolgimento di chi osserva nell&#8217;attraversamento di una trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Realizza diverse opere per Gibellina Nuova, distrutta dal terremoto del 1967, tra cui si ricordano: il &#8220;Meeting&#8221;, edificio frontale in muratura, ferro e vetro, che al posto delle scale, ha dei camminamenti inclinati; la &#8220;La Porta del Belice&#8221; una gande stella, alta 24 metri, in acciaio inox.<br />
Fra le sue ultime grandi opere, nel 1998, esegue una scultura in marmo, dedicata a Giano, alta più di cinque metri, situata a Largo Santa Susanna a Roma. Si spegne a Milano nel 2005, ma le sue volontà sono state quelle di essere seppellito nel cimitero di Gibellina.<br />
Insignito della medaglia d&#8217;oro come Benemerito della Cultura e dell&#8217;Arte dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, oltre che scultore, Consagra è stato anche scrittore e critico, collaboratore di molte pubblicazioni d&#8217;arte.</p>
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