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	<title>Collezione del Talento &#187; Palermo</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>CARUSO Bruno</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 14:47:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bruno Caruso è nato l&#8217; 8 agosto del 1927, a Palermo. E&#8217; un artista italiano conosciuto all&#8217;estero soprattutto in Francia e Stati Uniti. La sua arte si è da sempre rivolta agli aspetti etici e civili dell&#8217;uomo, dai temi più caldi della sua terra natale, la Sicilia, a quelli più globali, come la guerra, i conflitti della società, i manicomi, la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Bruno Caruso è nato l&#8217; 8 agosto del 1927, a Palermo. E&#8217; un artista italiano conosciuto all&#8217;estero soprattutto in Francia e Stati Uniti. La sua arte si è da sempre rivolta agli aspetti etici e civili dell&#8217;uomo, dai temi più caldi della sua terra natale, la Sicilia, a quelli più globali, come la guerra, i conflitti della società, i manicomi, la natura, ma ha anche ritratto le donne in tutta la loro femminilità e sensualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessato al mondo dell&#8217;editoria, del giornalismo e della fotografia, nell&#8217;arco della sua vita ha collaborato con diverse testate italiane fino a fondare lui stesso riviste intellettuali, come &#8220;Sicilia&#8221; del 1953. Famosa dagli anni Sessanta la sua attiva partecipazione alla rivista L&#8217;Ora. Dal 1959 risiede a Roma, dove prosegue la sua attività con una forza creativa che sembra inesauribile. Ha conosciuto e collaborato con artisti celebri a livello nazionale e internazionale, da Leonardo Sciascia al fotografo Brassaï, entrambi diventati suoi cari amici. Diverse sono le mostre dedicate alle sue opere, tra le quali  &#8221;Federico II a Palermo&#8221;, che si è tenuta a maggio 2012 proprio  nella sua città natale e l&#8217;ultima, in corso fino ad aprile 2013, presso il Museo della Grafica di Pisa, dal titolo &#8220;Bruno Caruso. L&#8217;arte del Disegno&#8221;. Diverse sue opere fanno parte della collezione permanente di questo stesso Museo . Numerosi riconoscimenti gli sono pervenuti nel corso degli anni in Italia e all&#8217;estero, come ad esempio,  &#8221;La medaglia d&#8217;oro cultura&#8221; dal Presidente della Repubblica nel 2002 e l&#8217;anno successivo il &#8220;Premio Archimede&#8221; destinato ai siciliani più illustri nel mondo. L&#8217;Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Lettere e Filosofia nel 1986. Titolo che si aggiunge a quello da lui conseguito in Giurisprudenza in gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è una corrente artistica specifica in cui identificare lo stile di Bruno Caruso, il quale lui stesso dice: &#8220;<em>Mi vede addosso un&#8217;etichetta? No. Non credo di appartenere ad una scuola. La mia è una pittura figurativa che non si può collocare in uno degli -ismi di questo tempo</em>&#8220;</p>
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		<title>Isgrò Emilio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:19:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1937. Nel 1956 si trasferisce a Milano, dove attualmente vive e lavora.  Nel 1964 realizza le prime &#8220;Cancellature&#8221;, enciclopedie e libri completamente cancellati, con i quali contribuisce alla nascita e agli sviluppi della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 pubblica &#8220;Dichiarazione 1&#8243; dove specifica il concetto di poesia &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1937. Nel 1956 si trasferisce a Milano, dove attualmente vive e lavora.  Nel 1964 realizza le prime &#8220;Cancellature&#8221;, enciclopedie e libri completamente cancellati, con i quali contribuisce alla nascita e agli sviluppi della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 pubblica &#8220;Dichiarazione 1&#8243; dove specifica il concetto di poesia come “arte generale del segno”. Partecipa a ben 4 edizione della Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia e nel 1977 riceve il primo premio alla XIV Biennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nel 1979, alla Rotonda della Besana di Milano, presenta &#8220;Chopin&#8221;, partitura per 15 pianoforti. Nel triennio 1983-1985 dà l’avvio con la trilogia &#8220;L’Orestea&#8221; di Gibellina ai grandi spettacoli della Valle del Belice. Nel 1985 il Teatro alla Scala, a Milano, gli<br />
commissiona l’installazione multimediale &#8220;La veglia di Bach&#8221;, con allestimento presso la Chiesa di<br />
San Carpoforo. L&#8217;anno seguente presenta al Museo Civico Archeologico di Bologna l’installazione <em>L’ora italiana</em>, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria. Nel 1990 elabora un nuovo testo teorico dal titolo &#8220;Teoria<br />
della cancellatura&#8221; per la personale alla Galleria Fonte d’Abisso di Milano. Nel 1992 partecipa alla collettiva &#8220;The artist and the book in twentieth-century Italy&#8221; organizzata dal MoMA di New York e nel 1994 a &#8220;I libri d’artista italiani del Novecento&#8221; alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.  Nel 1998 dona al comune di Barcellona Pozzo di Gotto, una scultura dal titolo &#8220;Seme d’arancia&#8221;, al fine di richiamare l&#8217;attenzione sulla rinascita sociale ed economica dei paesi mediterranei. Nel 2001 inaugura l’antologica &#8220;Emilio Isgrò 1964-2000&#8243; nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a<br />
Palermo. Espone anche alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento ed  al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato ospita l’importante retrospettiva &#8220;Dichiaro di<br />
essere Emilio Isgrò&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad essere un grande artista della Poesia Visiva, Emilio Isgrò è un importante poeta, drammaturgo e regista.</p>
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		<title>ACCARDI Carla</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 15:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. Si trasferisce a Palermo dove, nel 1947, consegue il diploma presso l&#8217;Accademia di Belle Arti. La sua carriera artistica inizia con il gruppo Forma 1, ideato e fondato assieme agli amici e colleghi come Pietro Consagra, Ugo Attardi, Mino Guerrini, Achille Perilli, Giulio Turcato, Piero Dorazio e Antonio Sanfilippo. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. Si trasferisce a Palermo dove, nel 1947, consegue il diploma presso l&#8217;Accademia di Belle Arti. La sua carriera artistica inizia con il gruppo Forma 1, ideato e fondato assieme agli amici e colleghi come <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/attardi-ugo/">Ugo Attardi</a>, Mino Guerrini, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/dorazio-piero/">Piero Dorazio</a> e Antonio Sanfilippo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Libreria Age d&#8217;Or di Roma. L&#8217;anno successivo è alla Libreria Salto di Milano, luogo di ritrovo degli artisti del MAC. Nel 1954, affronta problematiche di riduzione cromatica e segnica, che per la prima volta vengono esposte durante la sua personale, del 1955, alla Galleria San Marco di Roma. La ricerca di Carla Accardi procede nella direzione dell&#8217;automatismo segnico fino all&#8217;inizio degli anni Sessanta. Nel 1965 abbandona le tempere a favore di vernici colorate e fluorescenti che applica su supporti plastici trasparenti, uscendo dalla dimensione del quadro e coinvolgendo lo spazio, con un atteggiamento che sarà importante per gli artisti dell&#8217;Arte povera. Negli anni Settanta torna agli schemi geometrici reiterati su grandi tele chiamate <em>Lenzuoli</em> che saranno presentati alla Galleria Editalia di Roma nel 1974. Tra le pioniere del femminismo in Italia, fa parte con Carla Lonzi del gruppo &#8220;Rivolta Femminile&#8221;. Nel 1996 è nominata membro dell&#8217;Accademia di Brera e nel 1997, fa parte della Commissione per la Biennale di Venezia nel ruolo di consigliere. Viene considerata come una delle fondatrici dell&#8217;astrattismo in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipa a due edizioni della Biennale di Venezia, e nel 1995 partecipa alla mostra <em>The Italian Metamorphosis</em> al Guggenheim Museum di New York.</p>
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		<title>CATALANO Maurilio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 14:53:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurilio Catalano è nato a Palermo nel 1942, dove attualmente vive e lavora. Ha avuto per diversi anni la cattedra all&#8217;Accademia di Belle Arti della sua città natale e dal 1963 dirige la galleria e stamperia &#8220;Arte al borgo&#8221;. Diverse sue opere  si trovano in luoghi pubblici, come ad esempio un dipinto di 30 mq all&#8217;Aeroporto Falcone-Borsellino, una scultura in memoria di Paolo Giaccone presso la Facoltà di Medicina dell&#8217;Ateneo Palermitano e due opere situate presso il centro commerciale Forum Palermo. I suoi temi sono quasi sempre quelli del mare, con i suoi colori intensi e forti, proprio come le emozioni che suscita nell&#8217;ammirarli.</p>
<p>Di lui hanno scritto: Leonardo Sciascia, Alfonso Gatto, Vittorio Frosini, Nino Buttitta, Luigi Mormino, Aurelio Pes, Francesco Giunta.</p>
<p>Leonardo Sciascia, nel 1972, ricorda:<em> &#8220;&#8230;Nella sua dimestichezza col mare, anche da pescatore, e appassionato per giunta, c’è un fondo di terrore. Il suo mare è popolato di enormi balene (bianche, ma incidentalmente: nessun riferimento a quella di Melville) che inghiottono pescherecci e navi di linea, di polipi mostruosi, di foreste di coralli sensibili e voraci come piante carnivore. Vi avviene anche l’eterno e proverbiale dramma del pesce piccolo mangiato dal grande; ma è cosa di poco conto, a confronto del vivamaria che succede a bordo di una nave quando un polipo la incatena o i coralli se l’abbracciano o una balena se la crocchia come biscotto&#8230;Maurilio Catalano ci racconta parodiando mezzi, modi e moduli dell’arte popolare&#8230;e ne vien fuori un curioso repertorio di songes drolatiques, tanto riflesso e introverso quanto all’apparenza è immediato, vivido, allegro&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Nel 1973, Alfonso Gatto sostiene che:<em> &#8220;&#8230;Maurilio espone i simboli della grande famiglia immaginativa in cui s’avvicendano pesci e velieri, battelli, cuori, stelle, cotillons di carnevale, in una parata marina che è dentro il colore, ipotesi e fragore di evento, getto continuo di continua germinazione.</em><br />
<em>Direi che la vitalità erompente è, nel timbro della bella fantasiosa pittura di Catalano, virtú certa e genuina, tale che la provocazione emotiva e visiva da cogliere súbito continua a muovere in noi la sua vibratile meraviglia, in oscillazioni sempre più lente, verso la quiete finale&#8230;&#8221; </em></p>
<p><em>&#8220;&#8230;la Sicilia è ancora quella che s’intravvede nei quadri di Catalano, una terra assediata dal mare, una grande zattera d’un naufragio storico, facile preda dei mostri del potere, sempre in attesa d’un prodiglio per la sua rinascita ma popolata di ex voto a rovescio per le sue delusioni&#8230;&#8221; </em> Scrive così di lui Vittorio Frosini nel 1988.</p>
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		<title>ATTARDI UGO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 14:48:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ugo Attardi nasce il 12 marzo nel 1923 a Sori, in provincia di Genova. L&#8217;anno successivo la sua famiglia si trasferisce a Palermo, e fin da giovane, Attardi si appassiona alla pittura. Frequenta il liceo artistico di Palermo ed in seguito si iscrive alla Facoltà di Architettura, che però dovette abbandonare a causa della guerra. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ugo Attardi nasce il 12 marzo nel 1923 a Sori, in provincia di Genova. L&#8217;anno successivo la sua famiglia si trasferisce a Palermo, e fin da giovane, Attardi si appassiona alla pittura. Frequenta il liceo artistico di Palermo ed in seguito si iscrive alla Facoltà di Architettura, che però dovette abbandonare a causa della guerra. Nel 1945 si trasferisce, su consiglio dell&#8217;amico-collega <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, a Roma, dove ha inizio la sua carriera artistica. Qualche anno più tardi dà vita al movimento &#8220;Forma 1&#8243; insieme ad altri giovani artisti, quali <a href="http://www.collezionedeltalento.it/accardi-carla/">Carla Accardi</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/consagra-pietro/">Pietro Consagra</a>, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/dorazio-piero/">Piero Dorazio</a>, Mino Guerrini, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/perilli-achille/">Achille Perilli</a>, Antonio Sanfilippo e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a>. Il 30 settembre del 1948 si sposa a Palermo con Elena Giaconia, colei che sarà la modella di moltissime sue opere. Intorno agli anni &#8217;50 orienta la sua arte verso l&#8217;espressionismo, ispirandosi ad artisti quali Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l&#8217;impegno politico all&#8217;interno del Partito Comunista Italiano. L&#8217;esigenza di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà, lo porta ad allontanarsi dall&#8217;astrattismo, per studiare una propria forma di espressionismo. Nel 1967 inizia la sua attività di scultore e dopo 3 anni termina il suo romanzo  &#8221;L&#8217;Erede Selvaggio&#8221; con il quale vince il Premio Viareggio per la narrativa. Moltissime sono le sue esposizioni e partecipazioni, tra le quali si ricordano:  la V, VII, IX, XI Quadriennale di Roma, la XXVI e XXVII Biennale di Venezia, due esposizioni alla Galleria La Nuova Pesa di Roma (rispettivamente nel 1960 e nel 1965), alla Galleria 32 di Milano, alla Galleria Narciso di Torino e moltissime altre. Tra le sue sculture, di notevole importanza sono: il bassorilievo &#8220;Addio Che Guevara&#8221; del 1968, il gruppo &#8220;Il Vascello della Rivoluzione&#8221;, omaggio del Governo Italiano allo Stato Francese in occasione del bicentenario della presa della Bastiglia, l&#8217;Enea, donato a Malta e collocato all&#8217;entrata del porto della Valletta ed i bronzi sensuali ed ambigui, tra i quali &#8220;La Maga&#8221;.</p>
<p>Nel 2006 il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, lo nomina Grande Ufficiale della Repubblica per i meriti artistici, in quanto è riuscito, con le sue opere, a divulgare le meraviglie dell&#8217;Italia in tutto il mondo. Si spegne in quello stesso anno a Roma, precisamente il 20 luglio, e la città lo volle salutare e ringraziare con una cerimonia pubblica, alla presenza di autorità politiche ed artistiche.</p>
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		<title>ZORA Domenico</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:43:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenico Zora. Nasce il 12 gennaio 1943 a Palermo, dove avviene la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti. Nel 1999 lascia l’insegnamento al Liceo Artistico per dedicarsi esclusivamente alla scultura.<br />
Vive ed opera a Palermo e la sua arte viene rappresentata da gallerie italiane ed europee. Le sue mostre più importanti si sono svolte a Firenze, Padova, Ravenna, Taormina, Tokio e New York.<br />
Le sue opere sono collocate in musei, collezioni pubbliche e private. Opere di grande importanza sono quelle la cui musa ispiratrice è stata la famosa ballerina Carla Fracci e soprattutto del bassorilievo &#8220;La Grande Mattanza&#8221; in merito alla quale scrive di lui Francesco Gallo:</p>
<p><em>&#8220;&#8230;Zora ha lavorato a questa scena collettiva con una grande forza d&#8217;invenzione, facendo fare un salto di qualità all&#8217;evento, immortalandolo (&#8230;) del lavoro inteso come fatica emblematica del dare la morte per permettere la vita.</em></p>
<p><em>Zora ha composto un semicerchio dove avviene la scena e s&#8217;incrociano i movimenti rituali dei pescatori, obbedienti alle prescrizioni disciplinari, con quelli scomposti delle bestie marine che annegano nel sangue il momento della loro involontaria passione.</em></p>
<p><em>Si tratta di un bassorilievo che non ha nulla di oleografico e di decorativo, ma corrisponde ad una funzione sociale che l&#8217;arte conserva in occidente, senza per questo cadere nella sociologia, nell&#8217;essere a posto di un&#8217;altra cosa.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;">Tratto dal Libro:</p>
<p style="text-align: right;">&#8220;Zora, sculture, Tunisi, Cartagine&#8221;, 2002</p>
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		<title>BONANNO Totò</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:48:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Totò Bonanno nasce a Lercara Friddi ( Palermo ) il 21 Settembre 1928. Nel 1949 frequenta il corso di Decorazione all&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo. I sue due grandi Maestri saranno Pippo Rizzo e Gino Morici; completamente diversi fra loro sotto il profilo artistico e culturale, ma da essi, oltre ad apprendere le tecniche della pittura, riceve importanti lezioni di vita. Col Maestro Gino Morici, Bonanno lavora aiutandolo nella realizzazione di affreschi presso Enti Pubblici e fa esperienza con il cinema, poichè Gino Morici ha curato le scenografìe ed i costumi per il film &#8220;I Vespri Siciliani&#8221; girato a Palermo. Nel 1955 diviene assistente di Morici al corso di Decorazione sempre presso L&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 1956 viene trasferito come assistente di Pippo Rizzo al corso di Pittura. Nello stesso periodo Bonanno è scenografo per la &#8220;Compagnia del Piccolo Teatro di Palermo&#8221; diretta da Vincenzo Tieri. Nel 1993 conclude dopo 40 anni di servizio la sua carriera  di Direttore dell&#8217;Accademia. Dal 1994 si dedica esclusivamente alla pittura con entusiasmo giovanile facendo nuove esperienze e cercando di penetrare, ancora di più, il mistero dell&#8217;Arte. Nel 1996 affresca la cupola del Santuario di Altavilla Milicia. Nel 1998-99 partecipa a tre importanti mostre personali negli Stati Uniti D&#8217;America: a New York all&#8217;Università Zerilli Marimò, alla Camera di Commercio Italo-Americana ed ad Atlanta in Georgia. Dal 1994 al 2002 espone in Germania, Belgio, Austria, al Museo archeologico di Efeso in Turchia e nelle più importanti Fiere in Italia e all&#8217;estero. Muore a Palermo il 4 Ottobre 2002.</p>
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		<title>GUTTUSO Renato</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:43:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Guttuso nasce il 26 Dicembre 1911 a Bagheria, in provincia di Palermo. La città natale è molto importante nella formazione del giovane Guttuso, perchè lì entrò in contatto con il mondo della pittura, come racconta lui stesso: &#8220;<em>Tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di carri Emilio Murdolo prendeva forma la mia strada avevo sei, sette, dieci anni&#8230;</em>&#8220;. Ma Bagheria è importante anche perchè continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. Già dal 1924, appena tredicenne, comincia a firmare e datare i propri quadri. Sono piccole tavolette dove per lo più copia i paesaggisti siciliani dell&#8217;ottocento. In questi anni dipinge anche dei ritratti come quello di Graziella e il Ritratto del padre, il Cavalier Gioacchino Guttuso Fasulo.<br />
Negli anni seguenti comincia a frequentare l&#8217;atelier del pittore futurista Pippo Rizzo e l&#8217;ambiente artistico palermitano.  Nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva. Nel 1931 partecipa con due quadri alla Quadriennale Nazionale d&#8217;Arte Italiana a Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani che lo impressionano profondamente. Forma il &#8220;Gruppo dei Quattro&#8221; con Giovanni Barbera, Nino Franchina e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/pasqualino-noto-lia/">Lia Pasqualino Noto</a> in aperta polemica con il primitivismo di &#8220;Novecento&#8221;. Innumerevoli sono le sue mostre e collaborazioni, ma appare importante ricordare la sua amicizia, intorno agli anni &#8217;50, con Pablo Picasso, amicizia che rimarrà per tutta la vita.  Vengono pubblicati, a cura di Enrico Crispolti, i primi tre volumi del catalogo generale dei suoi dipinti. Nel 1985 intraprende un&#8217;opera monumentale, affrescando l&#8217;intera volta ( più di 120 mq. di pittura) del soffitto del Teatro Lirico Vittorio Emanuele di Messina, rappresentando la leggenda del Cola Pesce. Nel 1986 dipinge un ciclo di opere dedicato al tema del gineceo che culmina nel quadro &#8220;Nella stenza le donne vanno e vengono&#8230;&#8221;, ultimo grande sforzo del pittore che resterà incompiuto. Il 18 gennaio del 1987 muore lasciando alcune opere, tra le più importanti, alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma. Altre opere ed una ricca raccolta documentale sono ospitate a Villa Cattolica, sede del Museo a lui dedicato. Le spoglie del maestro riposano all&#8217;interno dell&#8217;arca monumentale situata nel giardino dietro la villa, realizzata con marmi brasiliani celesti dallo scultore e amico di Guttuso, Giacomo Manzù. L&#8217;arca è stata posizionata nel retro della villa, perchè da li si apre lo splendido scenario del golfo di Palermo. Il pittore infatti,  prima di morire espresse il desiderio di essere sepolto in un posto da dove si potesse vedere il mare.</p>
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		<title>Notizie dal mondo dell&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:23:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista al pittore Giuseppe Gallà Giuseppe Gallà è nato il 26 Aprile del 1935, a Cefalù, in provincia di Palermo, ma attualmente vive e lavora a Roma. Per diversi anni ha insegnato alla scuola media, ma ora si dedica a tempo pieno alla sua grande passione: la pittura. E&#8217; nell&#8217;osservazione della natura, in particolare di &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.collezionedeltalento.it/intervista-al-pittore-giuseppe-galla/">Intervista al pittore Giuseppe Gallà</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Gallà è nato il 26 Aprile del 1935, a Cefalù, in provincia di Palermo, ma attualmente vive e lavora a Roma. Per diversi anni ha insegnato alla scuola media, ma ora si dedica a tempo pieno alla sua grande passione: la pittura.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; nell&#8217;osservazione della natura, in particolare di uno scoglio, da cui nascono i suoi dipindi, ma non per copiare ciò che già esiste, ma per capire cosa c&#8217;è dentro di sè, per cercare la sua ispirazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.collezionedeltalento.it/intervista-al-pittore-giuseppe-galla/">Clicca qui per leggere l&#8217;intervista.</a></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.collezionedeltalento.it/arte-fiera-bologna/">Arte Fiera Bologna</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 25 al 28 gennaio 2013 si svolgerà, a Bologna, Arte Fiera, che, rispetto all&#8217;edizione precedente, presenta due importanti novità:</p>
<ol>
<li>l’introduzione, all’interno della Fiera, di uno spazio dedicato all’arte moderna, evidenziando il ruolo che essa ha ricoperto nella storia dell’arte italiana del XX secolo;</li>
<li>un rinnovamento della Direzione Artistica, affidata a due esperti d’arte: il Prof. Giorgio Verzotti e il Prof. Claudio Spadoni.</li>
</ol>
<p>Per saperne di più sulla Fiera Internazionale d&#8217;Arte Contemporanea, <em><a href="http://www.collezionedeltalento.it/arte-fiera-bologna/">continua la lettura&#8230;</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.collezionedeltalento.it/ritratto-picassiano-o-decollage-di-rotella/">Ritratto picassiano o décollage di Rotella?</a></strong></p>
<p>Potremmo mai rappresentare con un solo oggetto i tratti essenziali dei maestri Pablo Picasso e Mimmo Rotella? Ebbene per le strade periferiche di Palermo, è stato involontariamente formato un manifesto che ricorda quelli tipici di Mimmo Rotella, rappresentante un volto &#8220;frantumato&#8221; di Pablo Picasso.</p>
<p><a href="http://www.collezionedeltalento.it/ritratto-picassiano-o-decollage-di-rotella/"><em>Continua la lettura&#8230;</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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