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	<title>Collezione del Talento &#187; Ferrara</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>GRECO Emilio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 16:29:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Emilio Greco nasce a Catania nell&#8217;ottobre del 1913. La sua passione per l&#8217;arte si sprigiona fin da fanciullo, effettuando un apprendistato artigianale presso uno scalpellino catanese. Nonostante le difficoltà della guerra e l&#8217;impegno nel servizio militare, Greco è stato apprezzato, a partire dal &#8217;39, con il busto in terracotta &#8220;L&#8217;Omino&#8221; , attualmente posseduta dalla Galleria Nazionale d&#8217;Arte &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emilio Greco nasce a Catania nell&#8217;ottobre del 1913. La sua passione per l&#8217;arte si sprigiona fin da fanciullo, effettuando un apprendistato artigianale presso uno scalpellino catanese. Nonostante le difficoltà della guerra e l&#8217;impegno nel servizio militare, Greco è stato apprezzato, a partire dal &#8217;39, con il busto in terracotta &#8220;L&#8217;Omino&#8221; , attualmente posseduta dalla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna a Roma.</p>
<p align="justify">Nel 1947, divide lo studio con un gruppo di artisti, tra i quali Leoncillo, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/category/guttuso-renato/">Guttuso</a> e Mazzacurati. Qui prepara la mostra per la Galleria del Secolo del 1948, con prefazione di Fortunato Bellonz: nel catalogo spiccano &#8220;La Pattinatrice&#8221; e &#8220;Il Lottatore&#8221;. Nello stesso anno partecipa con &#8220;Il Lottatore&#8221; alla mostra dello Sport alla Tate Gallery di Londra,  il quale successivamente acquista la sua &#8220;Donna seduta&#8221;. Nel 1949 Greco partecipa, con la  <em>Testa d&#8217;uomo</em> e il<em> Cantante</em>,   alla grande mostra <em>Arte italiana del Ventesimo Secolo</em>  curata da Alfred Barr nel Museum of Modern Art di New York. Nel 1956, partecipa alla XXVIII Biennale di Venezia e la giuria gli conferisce il Gran Premio della Scultura con l&#8217;opera &#8220;La Grande Bagnante N.1&#8243;. Nel 1962, Greco ha il compito di scolpire le porte del Duomo d&#8217;Orvieto, per finirle tre anni più tardi; ma a causa di forti polemiche sull&#8217;opportunità di sovrapporre un&#8217;opera contemporanea alla facciata Gotica del Duomo, le porte vengono definitivamente incardinate nell&#8217;agosto del 1970. È anche autore del Monumento a Papa Giovanni XXIII in San Pietro. Gli anni&#8217;70 e &#8217;80 vedono Emilio Greco in mostra in tutto il mondo: da Ferrara a Tokio, da Leningrado a Mosca, e poi sul finire del 1980, una serie di mostre antologiche a Catania, Roma e Firenze.</p>
<p align="justify">Emilio Greco muore a Roma il 4 Aprile 1995 e riposa a Sabaudia, nel cimitero cittadino.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia e soprattutto i bambini di tutto il mondo, lo ricordano con il <em>Monumento a Pinocchio,  </em>installato a Collodi, il quale lo costruì nel 1956, in seguito ad un concorso: un intreccio fantastico, che con lieve movimento a spirale unisce  e slancia verso l&#8217;alto le figure del celebre burattino, della Fata e del gabbiano in un compenetrarsi di pieni e di vuoti, che  essendo praticati dai giovani, formano un&#8217;unica essenza.</p>
<p align="justify">
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		<title>FRAI Felicita</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:39:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Felicita Frai nasce a Praga nel 1909. Interrompe gli sudi universitari per trasferirsi in Italia, prima a Trieste e poi a Ferrara. Qui è allieva di Achille Funi con il quale studia la tecnica dell’affresco e collabora nel 1936 alla decorazione del Palazzo della Consulta. Nel 1938 debutta all’Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, tornandovi anche nel 1948. Negli anni Quaranta si trasferisce a Milano, dove frequenta lo studio di Giorgio De Chirico e partecipa a tutte le edizioni della Triennale dal 1945 al 1954. Si dedica alla pittura di figura e alla natura morta, ma anche all’incisione e all’illustrazione di libri quali &#8220;Viaggio attraverso lo specchio&#8221; (1947) di Lewis Carroll e &#8220;L&#8217;albero del riccio&#8221; (1948) di Antonio Gramsci. A Milano stringe amicizia con personaggi che vanno ad arricchire il suo bagaglio culturale: da Carrieri a Quasimodo, da Buzzati a Carlo Carrà, sino a Lucio Fontana, Crippa, Alfonso Gatto. Le sue opere hanno sempre avuto, come soggetti, figure femminili, che all&#8217;inizio della sua carriera venivano fissate in forme classicheggianti, mentre, nella produzione più recente assumevano una forma dii gentilezza quasi “bambolesca”, alternando momenti in cui la violenza originaria si fa aspra ed ambigua.<br />
Si spegne a Milano nel 2010</p>
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