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	<title>Collezione del Talento &#187; Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>LICATA Riccardo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 18:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Riccardo Licata Riccardo Licata nasce a Torino, il 20 dicembre del 1929. Tra il 1935 ed il 1945 vive a Roma con la sua famiglia e successivamente si trasferisce a Venezia, dove comincia a frequentare il  Liceo Artistico. Studia la cultura della Bauhaus e inizia a cimentarsi con &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/riccardo-licata-biografia-ed-opere/"><strong>Clicca qui per iniziare il tour virtuale dell&#8217;opera di Riccardo Licata</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Riccardo Licata nasce a Torino, il 20 dicembre del 1929. Tra il 1935 ed il 1945 vive a Roma con la sua famiglia e successivamente si trasferisce a Venezia, dove comincia a frequentare il  Liceo Artistico. Studia la cultura della Bauhaus e inizia a cimentarsi con il mosaico. Conosce gli artisti Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Lorenzo Viani, <a href="http://www.collezionedeltalento.it/turcato-giulio/">Giulio Turcato</a> e Renato Birolli. Nel 1949 con altri giovani costituisce un gruppo di tendenza astratta. Nel 1950 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e due anni più tardi partecipa con un grande mosaico alla Biennale di Venezia e, nel 1953, alla Triennale di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Conosce Gino Severini e diventa suo assistente alla cattedra di mosaico. Comincia a vivere tra Parigi e Venezia, frequentando gli studi di vari artisti. Diventa docente di mosaico all’Accademia di Belle Arti di Parigi e, dal 1970, insegna tecniche dell’incisione a Venezia. Nel 1963 vince il premio Michetti. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1964, 1970 e 1972, alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Parigi, San Paolo e Alessandria d&#8217;Egitto.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo periodo sviluppa e definisce quello che poi diventerà il suo linguaggio artistico, una specie di alfabeto composto da simboli e tratti grafici, che saranno i &#8220;soggetti&#8221; di moltissime sue opere, specialmente gli oli su tela, nelle tecniche miste, e nelle serigrafie a tiratura limitata. Questi tratti  Licata stesso li definisce lettere immaginarie, una &#8220;scrittura grafico-pittorica&#8221; che trae ispirazione dal linguaggio musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Suoi grandi mosaici sono installati in spazi pubblici di città italiane e francesi quali Genova (Palazzo dei lavori pubblici), Bourgoin-Jallieu, Sault-lès-Rethel, Lilla (Università),Perpignano, Monza (largo di via Italia), Reggio Emilia (Camera del Lavoro), ecc. Si è occupato anche di scenografie teatrali (<em>Medea</em> di Euripide, nel 1978 a Treviso, Teatro Comunale) e di balletto (<em>Ichspaltung</em> di Giuseppe Marotta nel 1980 a Venezia, Teatro Goldoni).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche moltissime sue opere si trovano presso Musei d&#8217;Arte Moderna di Venezia, Milano, Mulhouse, Alessandria, Roma, Torino, Varsavia, San Paulo del Brasile, Vienna, New York, Stoccolma, Firenze, Stoccarda, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra Venezia e Roma, in importanti luoghi come La Biblioteca Nazionale Marciana ed il Museo Nazionale di Palazzo Venezia, sono state ospitate importantissime mostre del maestro, esaltando ciò che è stata la sua ricca ed originale produzione artistica. Proprio la mostra &#8220;Riccardo Licata e le stagioni dello spazialismo a Venezia&#8221; ha proposto una rassegna delle opere di Licata tra gli anni 50 e 60, confrontandole con quelle di altri artisti contemporanei aderenti alla corrente spazialista, di cui fu il fondatore Lucio Fontana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nell&#8217;anno 2009, la città di Venezia, per celebrare gli 80 anni del pittore e mosaicista, ospita nel prestigioso Palazzo Ducale una grande mostra di mosaici e vetri. Nello stesso anno Venezia ospita inoltre, presso la sede espositiva della ex Chiesa di Santa Marta, &#8220;Porto D&#8217;Arti&#8221; evento collaterale alla 53esima Biennale d&#8217;arte (progetto che figurerà nel Catalogo generale della stessa Biennale e in tutte le comunicazioni dell&#8217;Ente) in cui il maestro, che già annovera ben 8 presenze alla Biennale Veneziana, espone unitamente ad altri 7 artisti italiani di fama internazionale, tra i migliori esempi italiani nell&#8217;ambito delle arti visive.</p>
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		<title>Isgrò Emilio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:19:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1937. Nel 1956 si trasferisce a Milano, dove attualmente vive e lavora.  Nel 1964 realizza le prime &#8220;Cancellature&#8221;, enciclopedie e libri completamente cancellati, con i quali contribuisce alla nascita e agli sviluppi della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 pubblica &#8220;Dichiarazione 1&#8243; dove specifica il concetto di poesia &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1937. Nel 1956 si trasferisce a Milano, dove attualmente vive e lavora.  Nel 1964 realizza le prime &#8220;Cancellature&#8221;, enciclopedie e libri completamente cancellati, con i quali contribuisce alla nascita e agli sviluppi della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 pubblica &#8220;Dichiarazione 1&#8243; dove specifica il concetto di poesia come “arte generale del segno”. Partecipa a ben 4 edizione della Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia e nel 1977 riceve il primo premio alla XIV Biennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nel 1979, alla Rotonda della Besana di Milano, presenta &#8220;Chopin&#8221;, partitura per 15 pianoforti. Nel triennio 1983-1985 dà l’avvio con la trilogia &#8220;L’Orestea&#8221; di Gibellina ai grandi spettacoli della Valle del Belice. Nel 1985 il Teatro alla Scala, a Milano, gli<br />
commissiona l’installazione multimediale &#8220;La veglia di Bach&#8221;, con allestimento presso la Chiesa di<br />
San Carpoforo. L&#8217;anno seguente presenta al Museo Civico Archeologico di Bologna l’installazione <em>L’ora italiana</em>, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria. Nel 1990 elabora un nuovo testo teorico dal titolo &#8220;Teoria<br />
della cancellatura&#8221; per la personale alla Galleria Fonte d’Abisso di Milano. Nel 1992 partecipa alla collettiva &#8220;The artist and the book in twentieth-century Italy&#8221; organizzata dal MoMA di New York e nel 1994 a &#8220;I libri d’artista italiani del Novecento&#8221; alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.  Nel 1998 dona al comune di Barcellona Pozzo di Gotto, una scultura dal titolo &#8220;Seme d’arancia&#8221;, al fine di richiamare l&#8217;attenzione sulla rinascita sociale ed economica dei paesi mediterranei. Nel 2001 inaugura l’antologica &#8220;Emilio Isgrò 1964-2000&#8243; nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a<br />
Palermo. Espone anche alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento ed  al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato ospita l’importante retrospettiva &#8220;Dichiaro di<br />
essere Emilio Isgrò&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad essere un grande artista della Poesia Visiva, Emilio Isgrò è un importante poeta, drammaturgo e regista.</p>
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		<title>BODINI Floriano</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2012 14:00:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Floriano Bodini nasce nel 1933 a Gemonio, in provincia di Varese. Qualche anno più tardi la sua famiglia si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo artistico. All&#8217;Accademia di Brera consce il suo maestro <a href="http://www.collezionedeltalento.it/messina-francesco/">Francesco Messina</a>, dal quale nasce un rapporto di stima ed amicizia reciproca. Un&#8217;altra figura molto importante per la formazione di Bodini è quella di Giuseppe Guerreschi, il quale presenta la sua prima mostra personale del 1958 a Gallarate. Negli anni seguenti la Galleria Gian Ferrari, a Milano, effettua una mostra all&#8217;opera &#8220;Ritratto di un Papa&#8221;, attualmente conservata nei Musei Vaticani. Floriano Bodini s&#8217;impegna fortemente nell&#8217;insegnamento: prima insegnante presso il Liceo Artistico, poi titolare della cattedra di Tecnologia del marmo all&#8217;Accademia di Brera e nel 1978 docente della cattedra di scultura all&#8217;Accademia di Carrara, diventando in seguito Direttore fino al 1987 e Presidente sino al 1991.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">A partire dal 1970, Bodini inizia ad utilizzare il marmo, materiale sempre più usato nel suo lavoro, soprattutto per le opere monumentali. Realizza in marmo il monumento a Virgilio, per la città di Brindisi, nel 1985; la &#8220;Fonte di Sant&#8217;Agostino&#8221;, per Casciago (Varese), nel 1986; &#8220;Paolo VI&#8221; per il Duomo di Milano, nel 1989; il ritratto del &#8220;Cardinal Ferrari&#8221; per il Duomo di Parma, 1994;:l&#8217;altare maggiore del Duomo di Varese, 1991; il complesso dell&#8217;Altare Maggiore del Santuario della Santa Casa di Loreto, 1994; il &#8220;Monumento ai caduti del lavoro&#8221; per la città di Carrara, 1995; l&#8217;Altare Maggiore del Santuario&#8221; dell&#8217;Addolorata di Rho, 1995; l&#8217;Altare, l&#8217;Ambone e la sede delle Grotte Vaticane, 1999; la statua di &#8220;Santa Brigida di Svezia&#8221; per la Basilca di San Pietro in Vaticano; la Porta bronzea per il Laterano, 2000.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">In bronzo realizza il &#8220;Monumento a Paolo VI&#8221; per il sacro Monte di Varese, 1986; il &#8220;Volo di colombe&#8221; nel 1997 per la nuova sede AGIP di San Donato Milanese; il monumento a &#8220;I sette di Gottinga&#8221; per la città di Hannover, 1998; il monumento &#8220;A Stradivari&#8221; per la città di Cremona, 1999, oltre a numerose sculture conservate nei musei italiani e internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Partecipa ad innumerevoli mostre pubbliche in città come Milano, Roma, New York, Pittsburgh, Amburgo, Lisbona, Madrid, Colonia, Hannover, Buenos Aires, Berlino, Bonn, Anversa. Partecipa anche alla nona e decima edizione della Quadriennale di Roma e sia nel 1962 che nel 1982 espone alla Biennale Internazionale d&#8217;Arte di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">E&#8217; insignito nel 1977 del Premio Presidente della Repubblica per la Scultura dall&#8217;Accademia di San Luca. Nel 1979 gli viene conferito il Premio Bolaffi. Nel 1997 gli è attribuito il Premio per la Scultura Michelangelo Buonarroti; nel 1998 la città di Suzzara, in occasione del II Premio &#8220;Dino Villani&#8221; gli dedica il premio alla carriera. Nello stesso anno è Maestro del Palio della città di Asti. L&#8217;8 maggio del 1999 viene inaugurato il Museo Civico Floriano Bodini a Gemonio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Muore a Milano il 2 Luglio 2005</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">
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