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	<title>Collezione del Talento &#187; Bagheria</title>
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	<description>Collezione di incisioni e multipli d&#039;autore</description>
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		<title>IOVINO Davide</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 17:31:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per il catalogo multimediale dell&#8217;operato artistico dello Scultore Davide Iovino Davide Iovino nasce a Palermo nel 1978. Inizia i propri studi artistici presso l’Istituto Regionale d’Arte di Bagheria. Si diploma in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo con il massimo dei voti e successivamente si abilita per l’insegnamento delle discipline plastiche. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.collezionedeltalento-museodigitale.com/wp-content/uploads/2020/05/Catalogo-multimediale-Davide-Iovino-2011-2017-1.mp4"><strong>Clicca qui per il catalogo multimediale dell&#8217;operato artistico dello Scultore Davide Iovino</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iovinodavide.it/">Davide Iovino</a> nasce a Palermo nel 1978. Inizia i propri studi artistici presso l’Istituto Regionale d’Arte di Bagheria. Si diploma in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo con il massimo dei voti e successivamente si abilita per l’insegnamento delle discipline plastiche. L&#8217;inizio del suo percorso artistico è caratterizzato dalla ricerca sulla forma inerente il filone del mito, visto in relazione alle caratteristiche più intrinseche dell’essere che lo rendono attuale. I materiali adoperati vanno dalla terracotta al gesso, passando per il bronzo al legno, scelti ogni volta in base alle diverse esigenze, imprimendo sempre e comunque, in esse, la stessa energia basata sull’esigenza comunicativa. Nel corso degli anni la sua ricerca si dirige nella scelta del materiale, che viene adoperato in base ai desideri ed alle problematiche della società odierna. Infatti, dalla sua ultima mostra personale, dal titolo Plastika, svoltasi ad inizio ottobre 2011 a Palermo, emerge un&#8217;attenzione dell&#8217;artista su materiali di riciclo, che egli trasforma nei suoi &#8220;Eco-mostri&#8221;; inoltre suscitano curiosità ed ammirazione le sue opere in plex e poliuretano espanso. Ma soprattutto le sue opere identificano un&#8217;attenzione verso i &#8220;falsi miti&#8221; del mondo contemporaneo, causa per cui ci si libera spesso dagli ideali e dagli oggetti storici, dandoli in pasto alle discariche che sovrastano le città, senza tener conto del loro valore: ed è per questo che ha creato la sua ultima serie dal titolo &#8220;V.S.A. &#8211; Variazioni sull&#8217;Arte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Collezione del Talento ha suscitato particolare interesse anche per la serie pittorica &#8220;posSEXion&#8221;, in quanto i particolari dei volti, rappresentati in tutte le sfumature emotive, è sinonimo che per l’artista, così come per gli uomini che amano le loro compagne, la vera essenza di una donna sia la testa, l’intelletto e le azioni da esso derivanti, ma anche i sentimenti provenienti dal cuore, espressi dal volto. Il corpo, ritratto in maniera “veloce”, ed i desideri ad esso ricondotti, sono espressione di complemento e completezza dell’essere donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse opere dell&#8217;artista hanno carattere pubblico, come la realizzazione dell’aquila per la Chiesa di Santa Gemma di Mazara del Vallo (TP) e la realizzazione del portale ed ornamento interno di una cappella del cimitero di Bagheria (PA).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iovinodavide.it/">www.iovinodavide.it</a></p>
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		<title>GUTTUSO Renato</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:43:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Renato Guttuso nasce il 26 Dicembre 1911 a Bagheria, in provincia di Palermo. La città natale è molto importante nella formazione del giovane Guttuso, perchè lì entrò in contatto con il mondo della pittura, come racconta lui stesso: &#8220;Tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Guttuso nasce il 26 Dicembre 1911 a Bagheria, in provincia di Palermo. La città natale è molto importante nella formazione del giovane Guttuso, perchè lì entrò in contatto con il mondo della pittura, come racconta lui stesso: &#8220;<em>Tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di carri Emilio Murdolo prendeva forma la mia strada avevo sei, sette, dieci anni&#8230;</em>&#8220;. Ma Bagheria è importante anche perchè continuerà a fornirgli per tutta la vita uno straordinario repertorio di immagini e colori. Già dal 1924, appena tredicenne, comincia a firmare e datare i propri quadri. Sono piccole tavolette dove per lo più copia i paesaggisti siciliani dell&#8217;ottocento. In questi anni dipinge anche dei ritratti come quello di Graziella e il Ritratto del padre, il Cavalier Gioacchino Guttuso Fasulo.<br />
Negli anni seguenti comincia a frequentare l&#8217;atelier del pittore futurista Pippo Rizzo e l&#8217;ambiente artistico palermitano.  Nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva. Nel 1931 partecipa con due quadri alla Quadriennale Nazionale d&#8217;Arte Italiana a Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani che lo impressionano profondamente. Forma il &#8220;Gruppo dei Quattro&#8221; con Giovanni Barbera, Nino Franchina e <a href="http://www.collezionedeltalento.it/pasqualino-noto-lia/">Lia Pasqualino Noto</a> in aperta polemica con il primitivismo di &#8220;Novecento&#8221;. Innumerevoli sono le sue mostre e collaborazioni, ma appare importante ricordare la sua amicizia, intorno agli anni &#8217;50, con Pablo Picasso, amicizia che rimarrà per tutta la vita.  Vengono pubblicati, a cura di Enrico Crispolti, i primi tre volumi del catalogo generale dei suoi dipinti. Nel 1985 intraprende un&#8217;opera monumentale, affrescando l&#8217;intera volta ( più di 120 mq. di pittura) del soffitto del Teatro Lirico Vittorio Emanuele di Messina, rappresentando la leggenda del Cola Pesce. Nel 1986 dipinge un ciclo di opere dedicato al tema del gineceo che culmina nel quadro &#8220;Nella stenza le donne vanno e vengono&#8230;&#8221;, ultimo grande sforzo del pittore che resterà incompiuto. Il 18 gennaio del 1987 muore lasciando alcune opere, tra le più importanti, alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma. Altre opere ed una ricca raccolta documentale sono ospitate a Villa Cattolica, sede del Museo a lui dedicato. Le spoglie del maestro riposano all&#8217;interno dell&#8217;arca monumentale situata nel giardino dietro la villa, realizzata con marmi brasiliani celesti dallo scultore e amico di Guttuso, Giacomo Manzù. L&#8217;arca è stata posizionata nel retro della villa, perchè da li si apre lo splendido scenario del golfo di Palermo. Il pittore infatti,  prima di morire espresse il desiderio di essere sepolto in un posto da dove si potesse vedere il mare.</p>
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